Pagina:Chi l'ha detto.djvu/443

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[1229] Personaggi storici e letterari 411


Gli antichi storici narrarono che questa fu una profezia di papa Celestino, pienamente adempiuta per la triste fine, che secondo una tradizione raccolta da Ferreto de’ Ferreti da Vicenza e da altri cronisti sincroni avrebbe fatto Bonifacio VIII, morto presso che di rabbia dopo l’affronto di Anagni mordendosi le mani e picchiando la testa nel muro, tradizione che il Tosti nella Storia di Bonifazio VIII e de’ suoi tempi (vol. II, pag. 196, 200, 202) dimostra inconsistente. Fra codesti cronisti è forse il più antico frate Francesco Pipino, bolognese, dei Pp. Predicatori, il quale nel cap. XLI, in fine, della sua Cronaca dall’anno 1176 al 1314 (Muratori, Rer. Italic. Scriptores, to. IX, pag. 741) così narra: «Morte sua verificatum patuit quod praedixisse fertur Cœlestinus de eo, quum ad ipsum videndum in carcere accessisset ; inquit enim : in Papatum ut vulpes subiisti, regnabis ut leo, morieris ut canis. Fertur enim, quod prae indignatione animi vehementi in ipsis mortis angustiis brachia corrodebat ut canis».

Quasi le stesse parole: Intrasti ut vulpis, vixisti ut leo, obiisti ut canis, si dissero di Leone X, secondo afferma Marin Sanuto (Diari, vol. XXXII, col. 289) e furono dette anche di altri papi, nonché di Federico I Barbarossa, come si legge nelle Gesta abbatum Trudonensium, Continuatio III (Monum. Germ. histor., Script., voi. X, p. 390).

Anche la eroina di una pietosa storia che commuove il popolo italiano da più di sei secoli, Pia de’ Tolomei, senese, moglie infelicissima di Nello de’ Pannocchieschi, signore del castello della Pietra presso Massa Marittima, nella Maremma senese, uccisa dal marito prima del 1300, si raccomanda alla memoria del Grande fiorentino con le parole:

1229.   Ricorditi di me, che son la Pia!
     Siena mi fe’; disfecemi Maremma:
     Salsi colui che innanellata, pria
Disposando, m’avea con la sua gemma.

(Dante, Purgatorio, c. V, v. 133-136).

Il poeta medesimo, vissuto. come ognuno sa, dal 1265 al 1321, è soggetto di molte designazioni, una delle quali tolta al poema che forma la principale gloria di lui.