Pagina:Chi l'ha detto.djvu/693

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[1868] Le frasi storiche della Grande Guerra 661


di Napoleone nelle sue campagne trionfali, gl’italiani, anche sotto la spinta dell’emulazione, fecero prodigi di valore, in specie nelle campagne di Spagna e di Russia. Nella campagna del 1811 in Spagna la divisione italiana comandata prima dal generale Peyri, poi dal generale Palombini, si coperse di gloria. Dopo la caduta di Tarragona, dove il granatiere Bianchini il 18 giugno volle salir primo all’assalto e cadde sulla breccia crivellato di ferite, i marescialli Macdonald e Suchet chiesero ciascuno per sè la divisione italiana. Napoleone, in un giorno solenne di udienza in uno degli ultimi giorni di agosto di quello stesso anno, rivolto ad Aldini, a Marescalchi e a Tassoni che assistevano, disse loro: «Due miei marescialli gareggiano per ritenere sotto i proprii ordini la divisione italiana; io la lascio a Suchet che ha molto più grandi cose a fare che Macdonald. Gl’Italiani torneranno un giorno a divenire i primi soldati d’Europa. Dite al Vicerè che sono molto contento del mio bravo esercito italiano» (De Laugier, Fasti e vicende dei popoli italiani dal 1801 al 1815, to. X, Firenze, 1836, pag. 43 - Aless. Zanoli, Sulla milizia cisalpino-italiana, cenni storico-statistici dal 1796 al 1814, vol. II, Milano, 1845, pag. 145). Altri riportano le parole di Napoleone in quest’altra forma che è la più nota:

1868.   Gli Italiani saranno un giorno i primi soldati d’Europa.

Si ricordi anche la frase di Garibaldi (già citata al num. 946): La pianta uomo in Italia non nasce seconda a nessuno.

Del resto Napoleone ch’era buon giudice in fatto di valore militare, e aveva avuto campo di vedere che gl’italiani, ben guidati, si battevano e si battevano bene, in parecchie altre occasioni affermò sinceramente qual conto facesse delle truppe italiane. Il generale Zucchi nelle sue Memorie, pubblicate per cura di Nicomede Bianchi (Milano, 1861), narra che verso la fine dell’infelice campagna del 1813, il 22 settembre, sulle alture di Weissig, l’imperatore gli disse: «Zucchi, io sono contento di voi; vi ho già nominato generale di divisione. Sono anche contento degl’Italiani: ovunque si trovano, essi si distinguono sempre» (pag. 63); e più oltre (pag. 66) lo stesso Zucchi afferma avergli il generale Me-