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Pagina:Ciceruacchio e Don Pirlone.djvu/163

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156 ciceruacchio e don pirlone

Pe’ tempi che correvano, naturale cosa era che il subietto principale dei discorsi fosse la politica e che l’adunanza prendesi natura di politico convegno. E tal fu invero: ma i consigli prudenti vi prevalevano, e prevalsero pur tuttavia quasi sempre; e dal romano Circolo ben di rado mossero le concitazioni popolari»[1]. Ma pure, secondo lo Spada, questo Circolo, che, durante l’anno 1847, fu presieduto dal principe Aldobrandini ed ebbe sede al palazzo Bernini al Corso, nell’estate del 1847 e «specialmente quando ebbe luogo la istituzione della guardia civica e il divulgamento della pretesa congiura, la cui scoperta si attribuì a Ciceruacchio....., era il punto di riunione donde partiva il motto d’ordine sulle cose del giorno»[2]. E queste affermazioni sono avvalorate dalle parole del Rusconi, il quale, nel 1847 ne faceva parte e che scrive: «al Circolo romano poi giorno e notte gli oratori si succedevano, come un tempo i Bruti ai Bruti, i Cornelii ai Cornelii»; e da quelle del Montanelli il quale afferma «che tutte le deliberazioni di momento si agitavano nel Circolo romano come in Parlamento supremo»[3]. Pochi mesi più tardi fu istituito il circolo popolare per iniziativa di Angelo Brunetti e del conte Pietro Ferretti - fratello del cardinale Gabriele, che successe come segretario di Stato al Gizzi - vecchio liberale e proscritto del 1831, e fu istituito, cosa curiosa e che parrebbe incredibile se non fosse vera, promotore monsignor Savelli, ministro di polizia. «Chiamato in quel mese di novembre 1847 monsignor Savelli da Forlì, ove era pro-legato, al Ministero di polizia, egli lasciò, a breve andare, costituirsi un Circolo appellato Popolare. Fu detto allora e creduto, che monsignore avesse in mente di contrapporre questa nuova adunanza, cui sperava governare e capitanare per mezzo di suoi fidi, così come le polizie sogliono, all’adunanza del Circolo romano, la quale gli dava molestia, forse perchè si travagliava in mantenere la concordia e temperare le passioni. Fatto è che il Circolo popolare surse in Roma, auspice monsignor Sa-

  1. L. C. Farini, op. cit., vol. I, lib. II, cap. VIII.
  2. G. Spada, op. cit., vol. I, cap. XVI.
  3. Carlo Rusconi, Memorie aneddotiche per servire alla storia del rinnovamento italiano, già citate, cap. IV e G. Montanelli, op. cit., vol. Il, pag. 40.