Pagina:Codifica numerica del segnale audio.djvu/223

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5 - Codifica numerica di forma d’onda con memoria 205

Guardando il codificatore APC come uno stimatore dello spettro del segnale d’ingresso e, quindi, dell’individuazione del modello digitale della sorgente, si nota come la componente a breve termine del predittore sia in grado di ricostruire l’inviluppo dello spettro e quindi il contributo del filtro ARX, mentre la componente a lungo term in e è in grado di ricostruire la variazione più fine dello stesso, legata all'eccitazione.

Dal punto di vista dell’implementazione, dato che la determinazione congiunta delle tre variabili N, P e oc k risulta essere difficoltosa, tipicamente viene ottimizzata dapprima la predizione a breve e poi quella a lungo termine. Inoltre, il predittore a lungo termine non può essere che a blocchi. Volendo, infatti, trasmettere per ogni campione i due parametri N e (5 necessari per la stima, tale codifica comporterebbe un’espansione del flusso generato dalla sorgente. Dal punto di vista dell’efficacia della predizione, però, questo non rappresenta un limite in quanto, limitando la dimensione dei blocchi all'interno di un periodo del segnale (es.: 40 campioni), i due parametri dovrebbero mantenersi sufficientemente costanti all'interno del blocco stesso. D’altra parte, essendo l’APC utilizzata per il raggiungimento di livelli di compressione elevati, anche il predittore a breve termine è tipicamente a blocchi.