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234 Codifica numerica del segnale audio


  (6.27)

Sulla base di questa relazione, sono state poi introdotte in letteratura ulteriori semplificazioni che comprendono, ad esempio, la memorizzazione del denominatore per ogni vettore e soprattutto il confronto tra rapporti, il quale consente di evitare il calcolo esplicito della divisione per ogni vettore.

Resta da osservare che se si vuole tenere in conto degli effetti della quantizzazione del fattore di scala nella ricerca del vettore minimo, non si può utilizzare l’ultima relazione, ma si deve esplicitamente inserire il valore del fattore di scala, con conseguente aumento della complessità di calcolo.

Queste relazioni sono valide per il calcolo del vettore di eccitazione nell'ipotesi i parametri del filtro del pitch siano disponibili e costanti per ogni vettore. Un miglioramento delle prestazioni è ottenibile calcolando anche i parametri di tale filtro con la stessa procedura (closed loop). Il metodo è simile e consiste nella minimizzazione dell’energia del segnale XWoff(n). In questo caso l’incognita sarà il ritardo d e si può vedere facilmente che si ottengono espressioni analoghe.

Seppur questa procedura di minimizzazione sequenziale consenta un miglioramento delle prestazioni, la soluzione ottima consiste ovviamente nella determinazione congiunta dei contributi dei due rami minimizzando l’energia del segnale e w (n). Quest’ultima possibilità può essere ottenuta con la procedura di ortogonalizzazione delle componenti che sarà descritta nel seguito.

6.5.3 Varianti allo schema CELP

A seguito del successo della tecnica CELP, sono state proposte in letteratura numerose varianti, alcune tese a ridurre la complessità di calcolo ed altre invece tese a migliorare le prestazioni.