Pagina:Codroipo - Dialogo de la caccia de' falconi, astori, et sparvieri, 1614.djvu/21

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De' Falconi, & c. 3

[versione diplomatica]


nouata ſempre con ſegni di ſcambieuole corteſia. & a ciò porgeua loro nobil occaſione la vicinanza de luoghi: eſſendo che non più d'vn miglio è lontano il Caſtello d'Arijs dal picciol luogo di Iſernico, Giuriſdittione già conceduta a gli antenati miei[Iſernico Caſtello] da la Sereniſſima Caſa d'Auſtria. Onde in ogni tempo, che eſſo mio padre ſi ritrouaua in Iſernico, egli andaua a viſitarlo: & talhora era preuenuto da la molta corteſia di quel Signore, andando ſpeſſe volte in compagnia a diuerſi ſolazzi, di campagna, & ſpeſſe volte trattenendoſi con grati, & giocondi ragionamenti: ſi come auenne ne l'anno ſopradetto 1558. nel quale ritrouandoſi eſſi nel detto Caſtello d'Arijs inſieme per andare a la caccia, & non potendo per vna gagliarda pioggia, ch'a l'improuiſo loro ſoprauenne, cominciarono a ragionar diffuſamente ſopra tutte le caccie del paeſe. Et perche io alhor giouane ancora mi ritrouai preſente ai loro diſcorſi, &, hauendogli attentamente con mio gran diletto aſcoltati, gli ſerbai ne la memoria, &, giunto a caſa, ne feci di tutti vn compendio; hora, che a la vecchiezza a gran paſſi m'accoſto; parendomi il ragionamento honorato, & degno; hò voluto, a fine che il tempo non lo mandi in obliuione, ridurlo in più ampia forma, & di eſſo farne anco partecipe il mondo. Dico adunque, che il Signor Giacomo Sauorgnano, volto verſo il Caualiere mio padre, incominciò in queſto modo a ragionare. S I G. G I A C O M O. Poiche per l'accidente ſoprauenuto de la pioggia noi non poſſiamo hoggi andare al deſtinato noſtro piacere di campagna, noi debbiamo piamente credere,


[versione critica]


nouata sempre con segni di scambievole cortesia. et a ciò porgeva loro nobil occasione la vicinanza de luoghi: essendo che non più d'un miglio è lontano il Castello d'Arijs dal picciol luogo di Isernico, Giurisdittione già conceduta a gli antenati miei[Isernico Castello] da la Serenissima Casa d'Austria. Onde in ogni tempo, che esso mio padre ſi ritrovava in Isernico, egli andaua a visitarlo: et talhora era prevenuto da la molta cortesia di quel Signore, andando spesse volte in compagnia a diversi solazzi, di campagna, et spesse volte trattenendosi con grati, et giocondi ragionamenti: si come avenne ne l'anno sopradetto 1558. nel quale ritrovandosi essi nel detto Castello d'Arijs insieme per andare a la caccia, et non potendo per una gagliarda pioggia, ch'a l'improviso loro sopravenne, cominciarono a ragionar diffusamente sopra tutte le caccie del paese. Et perche io alhor giovane ancora mi ritrovai presente ai loro discorsi, et, havendogli attentamente con mio gran diletto ascoltati, gli serbai ne la memoria, et, giunto a casa, ne feci di tutti un compendio; hora, che a la vecchiezza a gran passi m'accosto; parendomi il ragionamento honorato, et degno; hò voluto, a fine che il tempo non lo mandi in oblivione, ridurlo in più ampia forma, et di esso farne anco partecipe il mondo. Dico adunque, che il Signor Giacomo Savorgnano, volto verso il Cavaliere mio padre, incominciò in questo modo a ragionare. S I G. G I A C O M O. Poiche per l'accidente sopravenuto de la pioggia noi non possiamo hoggi andare al destinato nostro piacere di campagna, noi debbiamo piamente credere,


A 2 che