Pagina:Codroipo - Dialogo de la caccia de' falconi, astori, et sparvieri, 1614.djvu/29

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De’FalconL&c. n fciuti benifiimo da’ cacciatori, di[codiati i bracchi,filafctatto al contrario degli agnati fare m e fi bofchi ’vna gagliarda cerca,• li quali a l’vfla, ò vogliam dire al fintare conoJciute lefaluaticine,fùbito lefanno ^vfcire, & con gran diffido Jìrepito di contmouate voci cacciandole per lo bofico, parte ne menano ver fio le tefe infidie, parte anco ne conducono ala campagna d‘ognintorno circondata da gli affrettanti leurieri.Quittifi r vede la gagltardia del capromi quale non con ifcaramuccie volgendofìhor a l’njna>&* hor a L’altra parte, comefa la timida lepre, ma rifiuto inulta i cani ad vn veloce, & lungo corfi. doue fi può con ragion giudicare il valor de cani: perchè a rifilato cane, mentre gli arriui, non vi ha rimedio ejfo capro. che fubito e da lui atterratomorto. & certo fe fi può per lunghetta di corfi confiderare il valor de’ cani, qutuifi rvede largamente; perchè l animale intrepido fi dà a la campagna liberamente, come grande,fipuò beniJfimo,& molto a lungo vedere, Jfrecialmente da quelli,che a f:iolta briglia per le aperte, & libere campagne lofeguono,non ne perdendo parte alcuna di tutto il folazgo. Ma che dirò io delfiero, & fietofi cinghiale ì non fi sà, che rare evolte in quefh nofrlrt bofichi facciamo caccie, che,con diligenza fatte,reali fipojjbno chiamare, che non fi ne vegga, & ammazzi? Qutui fi a tede il valor de gli huommi arditi, che fe l’animale trauagliato da cacciatori,^ da cani d’ogni forte-*, [degnato & ardente per ejf’er cacciato da fùot ripojiiglt, & luoghi, doue in fimili tempi. più che in altri volentieri vi dimora,inuiatofiper quel fenB 2 tiero,