Pagina:Codroipo - Dialogo de la caccia de' falconi, astori, et sparvieri, 1614.djvu/35

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De’Falconi, Scc. 17 tycccUibn quel miglior modo, che fare al giudicio di chi ne sa,fi<và a dirittura loro, <& con <vngrido, 0 battimento di guanto ala coficia fi fanno le tiare: 1 quali a pena ’veduti dal falcone,.quafì folgore ficefio dal cielo,con tanta velocità, 0 fierezza gli affale, che fe con grandiffima pr e(ìe%$4 non ritornano a la rimerà, ajficurandofi ne tacqua,facil co fa-» farebbe, che alcuno abbattuto, 0 morto <vn refiaff. ma -ciò non attenendo, fin ne l’acqua gli mette in fanta’viltà, 0 ffauento, che cacciati m auterfi luoghi de larimera a pena ardi fono mouerfi, ò re finrare. il che maggior trauagho loro apporta, fenda caduta amene, ch’alcuna abbattuta-» non fia; perchè r veggono il falcone, come frale cauato da~» l’arco, 0 ’verfo il cielo tefocon nana gagliarda, 0? fperIbiffima fritta quafì ritornare a la prima ’via, dotte fi parti al principio dei cadimento,poi con tanta attentione femprt^ a fendendo girar in poco fatto il luogo, dque hà njeduto gli ’ r uccelli,che 1 mtferi prefaghi de la prefia loro fìrage timidi, (efi inermi non fi accofiano a partito alcuno per fampo loro, 0ifalconieri pigliatili m mezo di ftto,0* difpra con continuo,0 firepitofo grido gli fanno ’vfcire da la rimerà, ftj prender campagna; ai quali con tanta fretta,0for?^> cade il falcone,che <volendo gli r vccelh far l’archetto per ntornarfenea l’acqua, ivi riman colto alcuno conpercoJJ’a tale,cheìogetta lontano due,o trepajj’a morto, ò fìroppìato im in terra a difretione del falcone; il qualefubitpgirato fe-> gliauenta fipra,0 affettato il falcomero, mi è p afiuto con quel piacere, che fi può maggiore: 0* poi di mano tn mano C fi fanno