Pagina:Codroipo - Dialogo de la caccia de' falconi, astori, et sparvieri, 1614.djvu/85

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De’ Falconi, &c <5f di fava, & rnifcbtdU con un poco ài..mk fi lofi, dandola.a (ii’A • cfe getterà fibitoeffi pasto, poi gelato, figli latterà Ingorga con un buon cuccbia.ro d ac~ qp.arofa.& fi laficia così per tutta la notte, poi la mattina» per tempo ’fivìi apparecchia un colombino utuo, £r fe gli datino ambedue/e ali caldefen^a ofi,& nette de’graffetti: &JÌeojniipjta per due dì jtmili pafii. • tal manier a fi ri/kra kewfinio. Ef fe un’uccello patifee di pidocchtfifimo di quei cime fini, fino c attlni finn: & fi non fi libera tofio,per buon pa- da imo fio’che fi gli dia, fià fimpre magro, gfi afflitto. ma fi fino fg® pidocchi grafi, non fino cosi tatuiti fi? con maggior facilità, no gh vefi caccialo ufi. a guardar gli ’uccelli da ejfl,e ijpediete u.edcre fiejfo le pertiche^ fi fianghe,doue ripofino, che non ut pratichili fopr 4 galline fio colombi: che rare uolte,ò non mal fiatino fenica. quefii fon quelli, che infettano le (finghe. Bifogna ancorché ilfa leoni ero fi firoc^iero non mai attacchi alafianga il carn ero: perchè tenendo dentro il puffi di gallina, pedo, ò colombino y fimpre un (tanno dei pidocchi^ che in un momento s’attaccano a U (finga,(? fi cuce uno negli uccelli. nè mi piace, che in campagna, ò p.erfir uolare.altro uccello, 0 per dargli /’acquafi Ughi l uccello al carniera, come ho ueduto fare molti: perchepojfono anco pigliar efi ■pidocchi. I rimedij di leuarti fono quefii, a parer mio, 1 più gioueuoli. Bifigna pigliare un poco di peuerepeflo con altre tanta trafufira pejta, O* metterli infime a bollire nel’acqua j poi lajciar raffreddar ejfa acqua tanto, che fia tepida, v ’ i * T * (Tt*