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SONETTO VIII.


Fiat voluntas tua sicut in Coelo et in terra.


Fia la tua volontà come nel Cielo
     Così in terra, o gran Padre, e Cielo, e terra
     Alla tua volontà s’inchina, e atterra
     4Che gli elementi tempra, e caldo, e gelo.
Spieghisi il tuo voler senza alcun velo.
     Che in tuo voler nostro dover s’inserra
     Pronto l’ubbidirò senza far guerra,
     8E chi avrà contro Dio difesa, o telo?
Dal tuo volere onnipossente pende
     L’alma, ed a lei tuo cenno è legge, e norma.
     Cenno dal quale l’universo pende.
12Dal tuo voler non vuol nè meno un’orma
     Partirsi l’alma, e a quello sì si rende:
     Fallir non può chi al voler tuo si forma.


SONETTO IX.


Panem nostrum quotidianam da nobis hodie.


Del pane cotidiano alma misura
     Dolce elemento della nostra vita.
     Dacci, o Signor, misura alma, e gradita
     4Che fa nostr’alma gir lieta, e sicura.
Anzi la vigil tua paterna cura
     Il pan sopressenzial che l’atto imita.
     Colla bontade tua alta infinita.
     8Doni, che il cammin nostro n’assicura.
Il cammino che dritto al Ciel c’invia
     Pan disceso da Dio, pane celeste
     Che sazia l’alma in ciò ch’ella desia:
12Così la doppia fame e quella, e queste
     E del corpo, e dell’alma oggi pur fia.
     Che s’acquetin le dure aspre tempeste.