Pagina:Collezione d'opuscoli scientifici e letterarj 4.djvu/90

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litica, nell’Antiquaria, nella Storia, e nelle Controversie de’ tempi. Un sapere così esteso gli conciliò giustamente l’ammirazione de’ Letterati del suo tempo e del susseguente. Possono vedersi presso l’A. le testimonianze fatte di lui dai più celebri Scrittori con amplissima lode e gloria. Il celebre Linneo, per citarne uno, asseriva, che il solo Grozio sapeva assai più che cento eruditi uniti insieme. Condannato a perpetua carcere nel Castello di Louvenstein (da cui però si sottrasse col nascondersi nella cassa, in cui gli si portavano in più volte i suoi libri) per motivi religiosi e politici, fu nel tempo di questa sua prigionia ch’egli scrisse la presente opera sulla verità della Cristiana Religione prima in versi nel linguaggio della sua patria, e poscia trasportolla in prosa nell’idioma latino per compiacere il suo dotto corrispondente Girolamo Bignon. Ei la divise in sei libri, nel primo de’ quali dimostra l’esistenza di Dio, tutti i suoi attributi, e l’immortalità dell’anima, che attende un giudizio dopo di questa vita. Nel secondo la verità del carattere con cui Gesù Cristo è venuto fra noi, e l’eccellenza del suo Donima. Nel terzo l’autenticità de’ libri dell’uno e dell’altro Testamento. Nel quarto poi, quinto, e sesto coufuta il Paganesimo, il Giudaismo, ed il Maomettismo.

Per quanto grande fosso il credito e la lode che acquistossi subito quest’opera dai letterati più insigni, e dai più rinomati Teologi, sorsero non pertanto alcuni a censurarla, asserendo, però con impudenza e malignità, che in essa Grozio ha favorito gli errori diSociuo. Egli è il vero che passando esso da una setta all’altra