Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/121

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C A N T O   III.





1Per me si va nella città dolente:
     Per me si va nell’eterno dolore:
     Per me si va tra la perduta gente.
4Giustizia mosse il mio alto Fattore:
     Fecemi la Divina Potestate,
     La somma Sapienzia, e il primo Amore.
7Dinanzi a me non fur cose create,
     Se non eterne, et io eterna duro:
     Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate.
10Queste parole di colore oscuro
     Vid’io scritte al sommo d’una porta;
     Perch’io: Maestro, il senso lor m’è duro.
13Et elli a me, come persona accorta:1
     Qui si convien lasciare ogni sospetto:
     Ogni viltà convien, che qui sia morta.
16Noi siam venuti al loco, ov’io t’ho detto
     Che tu vedrai le gentedolorose,2
     Ch’ànno perduto il ben dell’intelletto.

  1. v. 13. I nostri codici ànno di frequente elli, delli e simili in vece di egli, degli. In ciò non vogliamo punto alterare la grafia, memori che gli antichi a mo’ de’ Romani e Trovatori mettevano due ll dove noi gl. E.
  2. v. 17. C. M. genti.