Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/122

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78 i n f e r n o

19E poichè la sua mano alla mia pose
     Con lieto volto, ond’io mi confortai,
     Mi mise dentro alle secrete cose.
22Quivi sospiri, pianti et alti guai
     Risonavan per l’aer sanza stelle,
     Perch’io al cominciar ne lagrimai.
25Diverse lingue, orribili favelle,
     Parole di dolore, accenti d’ira,
     Voci alte, e fioche, e suon di man con elle
28Facevan un tumulto, il qual s’aggira
     Sempre in quell’aer sanza tempo tinta,
     Come la rena quando a turbo spira.1
31Et io, che avea d’error la testa cinta,
     Dissi: Maestro, che è quel ch’io odo?
     E che gente è, che par nel duol sì vinta?
34Et elli a me: Questo misero modo
     Tengon l’anime triste di coloro,
     Che visser sanza fama e sanza lodo.2
37Mischiate sono a quel cattivo coro
     Delli angeli, che non furon rebelli,
     Nè fur fedeli a Dio; ma per sè fuoro.3
40Caccianli i Ciel, per non esser men belli,4
     Nè lo profondo Inferno li riceve,
     Ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli.
43Et io: Maestro, che è tanto greve
     A lor, che lamentar li fa sì forte?
     Rispose: Dicerolti molto breve.

  1. v. 30. C. M. al turbo.
  2. v. 36. sanza infamia.
  3. v. 39. Terminata in o la terza singolare del verbo primitivo al passato singolare, ne venne la terza plurale con la solita giunta del ro o rono: Fuo-ro, fuo-rono. E.
  4. v. 40 C. M. Cacciarli.