Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/182

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contro alla nostra fede; ma niente di meno disse sì eccellentemente dell’altre cose, che l’autore lo chiama maestro de’ filosofi ovvero delli scientifici: però che ora tutti li fisici e metafisici studiano Aristotile, e nelle scuole s’assegna la sua autorità: però che già si cominciano a lasciare le sue opere, perchè sono fatte nuove opere. E dice: Tutti li miran, tutti onor li fanno. Questo dice de’ filosofi che erano intorno a lui: imperò che la maggior parte de’ filosofi tirò alla setta sua, e da tutti fu onorato e come singolar cosa riguardato; e veramente in filosofia avanzò tutti li altri: però che più la manifestà1, e più ne scrisse che veruno delli altri. E però dice: Quivi vid’io Socrate e Platone, Che innanzi alli altri più presso li stanno. Socrate fu il maestro di Platone, e Platone fu maestro d’Aristotile, e niente di meno più valse Aristotile che Socrate o Platone, e però pone che li stessono più presso che li altri, perchè valsono più che li altri in filosofia e meno di lui, e però pone lui come maestro. Questo Socrate fu ateniese e fu di vile condizione, benchè la scienzia lo fece nobile, e fu trovatore dell’Etica; cioè della filosofia morale: e perchè riprendea li uomini dal coltivamento delli idoli, fu messo in prigione da Anito2 duca delli Ateniesi, e datali bere la cicuta; cioè erba velenosa ch’uccide l’uomo, benchè ingrassi le capre, e quando prendea lo beveraggio, piangea la moglie Santippe dicendo: O uomo innocente! Alla quale elli, pigliando lo beveraggio volentieri, perchè in quel tempo stando in prigione avea disputato della immortalità del’anima, rispose: Dunque reputi tu che mi fosse meglio a morir nocente, che piangi ch’io muoio innocente? Platone. Plato discepolo di Socrate, e maestro d’Aristotile, fu figliuolo d’Aristone ateniese, e studiò in una villa presso ad Atena che si chiamò Academia, ov’erano spessissimi tremuoti, acciò che per quelli si spaventassono li suoi discepoli da’ vizi: accordasi Plato con la catolica fede più che tutti li altri filosofi, e fu uomo di grandissima e soavissima eloquenzia, et andò in Egitto per imparare da’ sacerdoti geometria, e astrologia. Democrito che il mondo a caso pone. Costui fu antico e famoso filosofo, et essendo ricco, lo suo patrimonio donò alla patria, ritenutasene piccola somma: visse grande tempo ad Atene sconosciuto, et all’ultimo s’accecò per avere più sottili speculazioni. Altri dicono che il fece per non vedere le femine, le quali non potea vedere sanza concupiscenzia. Questi fu accrescitore dell’arte magica dopo Zoroastre re3 che fu primo trovatore di quella, et ebbe una falsa opinione; cioè che tutte le cose si reggessono per caso, e fortuna, e non per la prudenzia4 di Dio, sì che tutte le

  1. C. M.  la manifestò,
  2. C. M.  Anezio
  3. C. M.  Zoroaste re,
  4. C. M.  per la providenzia di Dio,