Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/199

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e che mai non resti, dice a differenzia del vento naturale del mondo che resta, e questo è conveniente: chè le pene de’ dannati mai non avranno fine. Mena li spiriti con la sua rapina, Voltando e percotendo li molesta; cioè l’anime dannate nel secondo cerchio, et in questo mostra la pena de’dannati che sono voltati e percossi. Quando giungon dinanzi alla ruina. Per questo mostra l’autore, che sieno straboccati1. Quivi le strida, il compianto e il lamento; cioè sono: stridono per la pena, compiangonsi e lamentansi insieme, come insieme peccarono. Biasteman quivi la virtù divina. Quivi si mostra la loro ostinazione, et odio che ànno contro a Dio. Intesi ch’a così fatto tormento; come è detto, Enno2 dannati i peccator carnali; cioè li lussuriosi, Che la ragion sommettono al talento; cioè fanno la volontà signoreggiare la ragione: li lussuriosi fanno della volontà legge ovvero del parere legge; e della volontà, ragione. E come li stornei ne portan l’ali. Qui fa una comparazione, che come li stornelli volano con le loro ali, Nel freddo tempo; cioè nel verno, a schiera larga e piena. Questo pone a differenzia delle grue che vanno ad una ad una, e per questo nota la moltitudine de’lussuriosi. Così quel fiato li spiriti mali; cioè di quella3 bufera, di che fu detto di sopra, li dannati lussuriosi. Di qua, di là di giù, di su li mena. Qui nota la incostanzia, della quale si dirà di sotto, la quale è data per pena conveniente ai lussuriosi; siccome in questa vita sono stati inconstanti da pari a pari, et da minori e maggiori4, e da maggiori a minori, e però notamente pone questi quattro movimenti. Nulla speranza li conforta mai; e qui nota la disperazione della quale si dirà. Non che di posa ma di minor pena; cioè non che si debbano riposare; ma eziamdio minorare la pena.
     Veduto il testo, ora è da vedere sopra questo, acciò che si mostri che l’autore à detto questo del peccato della lussuria, del quale qui si tratta, quello che è e le sue specie, e le sue compagnie che li vanno d’inanzi, di dietro e d’intorno, e le sue figliuole. E prima, lussuria presa generalmente è immoderato amore di diletto, secondo il tatto, e questa à sei specie; cioè soavità di vestimenti, e soavità di diletti, e soavità d’unguenti, soavità di bagni soavità di toccamenti di membri che non sono atti a generazione, e soavità di toccamento di membri che sono atti a generazione, che si chiama coito; e questa ultima spezie strettamente si dice lussuria, et à sotto di sè queste specie; fornicazione, adulterio,

  1. C. M. che siano precipitati.
  2. Enno voce ancora vivente in Toscana, e risultante dallo solita aggiunta del no alla terza singolare, nella quale fu poi raddoppiato l’n. E.
  3. C. M. cioè quella bufera,
  4. C. M. da minori ad minori, e però