Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/272

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228 i n f e r n o   viii. v. [7-18]

essere concordia a conservazione, come appare nelle compagnie di genti d’arme. Onde disse Cristo nell’Evangelio: Omne regnum in seipsum divisum desolabitur, et domus supra domum cadet ec.

C. VIII - v. 7-12. In questi due ternari lo nostro autore pone come Dante maravigliandosi de’ cenni veduti, domanda la cagione a Virgilio, e come Virgilio a ciò li risponde, dicendo: Et io; cioè Dante, mi volsi al mar di tutto il senno; cioè a Virgilio, parlando iperbolice; cioè superlativamente, che è colore retorico che si fa quando l’uomo vuol mostrare assai la cosa, dicene vie più che non è. Ma veramente assai fu grande mare di sapienzia l’opera di Virgilio, come appare a coloro che la ragguardano sottilmente. Dissi; a Virgilio: Questo che dice; che fa due fiammette? e che risponde Quell altro foco; che si fa nella città? e chi son quei che il fenno; cioè l’uno e l’altro fuoco della torre, alla quale erano venuti, e di quella della città? Et elli; cioè Virgilio, disse, a me; cioè Dante: Su per le sucide onde; della palude Stige, Già puoi scorger quello che s’aspetta; cioè puoi vedere la navicella che viene e che noi aspettiamo, per la quale sono stati fatti questi fuochi; cioè questi due delle torre che è qui, a significare a quelli della città, che mandassono qua la navicella per due; e però fece due fuochi, e quello della città ne fece uno, a dimostrare che il cenno era venuto, e che la navicella veniva, Se il fummo del pantan non tel nasconde; la navicella che viene. Litteralmente dice convenientemente che, di tal palude finge sempre uscir fummo: imperò che di quelli del mondo addiviene lo simile. Ma allegoricamente vuol dire, se l’umbrazione dell’intelletto non t’impaccia, che procede alcuna volta da ira, alcuna volta da tristizia d’animo, nelle quale conviene l’uomo essere, quando di quelle considera, trattandone e scrivendone. La fizione delle torri, e delle fiaccole è litterale tutta, per dare verisimilitudine al passamento di Dante e di Virgilio.

C. VIII — v. 13-18. In questi due ternari l’autor nostro facendo una similitudine, dimostra come dicendo Virgilio quel che è detto di sopra, subitamente li si manifestò quello che per l’acqua venia; onde dice: Corda; cioè d’arco, o di balestro, non pinse mai da sè saetta; quando si lascia e scocca, Che sì corresse via per l’aere snella; cioè leggiere, assettata e ritta, sanza torcere in qua, o in là; ma andare ritta con foga, Com’io; cioè Dante, vidi una nave piccioletta Venir per l'acqua verso noi in quella; cioè in quel mezzo che Virgilio dicea così, come detto è di sopra. Et è qui da notare che allegoricamente l’autore nostro finse qui la prestezza dell’avvenimento della navicella, a mostrare che subitamente vengono li movimenti dell’ira e dell’accidia. E dice piccioletta: imperò che i primi movimenti sono piccoli; ma poi crescono: e questo si dimo-