Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/321

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c a n t o   x. 277

106Però comprender puoi, che tutta morta
     Fia nostra conoscenzia da quel punto,
     Che del futuro fia chiusa la porta.
109Allor, come di mia colpa compunto,
     Dissi: Or direte adunque a quel caduto,
     Che il suo nato è co’ vivi ancor congiunto.
112E s’io fui innanzi alla risposta muto,
     Fate i saper che il fei, perchè pensava1
     Già nell’error che m’avete soluto.
115E già il Maestro mio mi richiamava;
     Per ch'io pregai lo spirito più avaccio,
     Che mi dicesse chi con lui stava.
118Dissemi: Qui con più di mille giaccio:
     Qua dentro è lo secondo Federico,
     E il Cardinale e delli altri mi taccio.
121Indi s’ascose; et io in ver l'antico
     Poeta volsi i passi, ripensando
     A quel parlar che mi parea nimico.
124Elli si mosse, e poi così andando
     Mi disse: Perchè se’ tu sì smarrito?2
     Et io li satisfeci al suo dimando.
127La mente tua conservi quel che udito
     Ài contra te, mi comandò quel saggio,
     Et ora attendi qui, e drizzò il dito.
130Quando sarai dinanzi al dolce raggio
     Di quella, il cui bell'occhio tutto vede,
     Da lei saprai di tua vita il viaggio.

  1. v. 113. Fate i saper; cioè fate a luì sapere. I per gli, a lui. è accorciamento dell’illi latino. E.
  2. v. 125. C. M. Perchè se’ così smarrito?