Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/324

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
280 i n f e r n o   x. [v. 10-21]

li paia vedere tutta via con l’immaginazione? Seguita poi la domanda sua dicendo. O virtù somma. Ogni adiettivazione e denominazione, quantunque grande, si conviene a Virgilio, come detto è di sopra, che per li ampi giri; de’cerchi dello inferno intende, li quali benché tutta via quanto più si scende più stringano; niente meno pur sono ancor ampi come si mosterrà nel cerchio ottavo. Può ancor dire il testo per li empi giri; cioè pieni d’empiezza 1 e di malizia. Mi volvi, cominciai; io Dante, come a te piace; cioè a te Virgilio, a man ritta et a man sinistra. E moralmente si può intendere, o ragion somma; cioè superiore che guidi l’inferiore e la sensualità, com’a te piace: imperò che, secondo la contemplazione che l’autore à avuto dello intendimento allegorico o morale, à posto lo passamente alcuna volta per lo lungo 2 un pezzo e non mai per tutto: ecco qui à posto che girassono verso mano ritta, perchè da quella pone fossono li Epicuri che teneano che non fosse altra vita che la mondana, e tra questi doveano trovare i suoi Fiorentini ch’ erano stati infetti di sì fatta eresia; e però finge che girasse da man ritta, e pose costoro da sì fatta mano per ch’ella significa operazione, e questa falsa opinione priva l'uomo d'ogni buona operazione; da man sinistra pone l’eresia che è contro la divinità, perchè priva l’uomo d’ogni divina 3 contemplazione. Parlami e satisfami a’ miei disiri; cioè ai miei desidèri, de’ quali alcuno manifesta et alcuno ne tiene celato; ma Virgilio di sotto risponderà a tutti. La gente, che per li sepolcri giace, Potrebbesi veder? Ecco l’uno desiderio dell’autore, et assegna la cagione perchè si deono poter vedere. Già son levati Tutti i coperchi; cioè de’sepolcri, sono alzati in su, e nessun guardia face. Ecco l'altra cagione, che nessuno demonio v’è posto a vietare che altrui non vada a vedere, et ancor che chi v’è dentro non si possa far fuori.

C. X — v. 10-21. In questi quattro ternari l’autor nostro finge la dichiaragione che Virgilio fa de’ suoi domandi, dichiarando eziandio quel che non domandava; ma avea desiderio di sapere, e però dice: Et elli; cioè Virgilio disse, a me; Dante: Tutti saran serrati; cioè li sepolcri che ora sono aperti, Quando di Giosafat qui torneranno Coi corpi che lassù ànno lasciati; cioè dopo il giudizio uninersale. Giosafat è una valle et è in Asia presso a Gerusalem, nella quale si ragunerà tutta l'umana generazione, resuscitata l’anima col corpo, e quivi discenderà Cristo a giudicare insieme con li apostoli, li buoni e li rei, mandando li rei alle pene dell’inferno, e chiamando li buoni alla gloria del paradiso, e questo sarà dopo la

  1. Altrimenti - d’impietà
  2. C. M. per lo traverso del cerchio, alcuna volta per lo di lungo un pezzo
  3. C. M. d’ogni buona contemplazione.