Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/340

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296 i n f e r n o

46Puossi far forza nella Deitate,
      Col cuor negando e bestemmiando quella,1
      E spregiando natura e sua bontate;
49E però lo minor giron suggella
      Col segno suo e Soddoma e Caorsa,2
      E chi, spregiando Idio, col cuor favella.
52La frode, ond’ogni coscienzia è morsa,
      Può l’uomo usare in chi di lui si fida,3
      Et in quel che fidanza non imborsa.
55Questo modo di retro par che uccida
      Pur lo vincol d'amor che fa natura;
      Onde nel cerchio secondo s'annida
58Ipocresia, lusinghe, e chi affattura,
      Falsator, ladroneccio, e simonia,4
      Ruffian, baratti, e simile lordura.
61Per altro modo quello amor s’oblia,
      Che fa natura, e quel che è poi aggiunto,
      Di che la fede special si cria;
64Onde nel cerchio minore, ove è il punto
      Dell'universo in su che Dite siede,
      Qualunque trade in eterno è consunto.
67Et io: Maestro, assai chiara procede5
      La tua ragione, et assai ben distingue
      Questo baratro, e il popol che possiede.6
70Ma dimmi: Quei della palude pingue,
      Che mena il vento, e che batte la pioggia,
      E che s’incontran con sì aspre lingue,

  1. v. 47. C. M. biasimando
  2. v. 50. Del segno suo. - I Caorsini furono così dati all’usura, che Chaorcis nell’idioma romano prese il significato d’usuraio. Qui Caorsa vale moltitudine d’usurieri. E.
  3. v. 53. in colui ch’in lui si fida,
  4. v. 59. Falsità
  5. v. 67 chiaro procede
  6. v. 69 C. M. ch’el possiede.