Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/447

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   [v. 1-12] c o m m e n t o 403

come noi veggiamo l’acque sulfuree calde fumano, Sì, che dal fuoco; cioè di sopra e di sotto, salva l’acqua e li argini. Questo è naturale che il fumo spenga il fuoco come veggiamo che, posta una candela accesa sopra uno fumo, incontanente si spegne; e questo è perchè il fumo caccia via l’aere, e qui ove non è l’aere non può vivere lo fuoco in fiamma, nè lume: imperò che, cessato l’aere, non à la sua esalazione la fiamma. E questo finge l’autore litteralmente, per fare verisimile la sua fizione: però che parrebbe impossibile che fossono passati per lo fuoco; e moralmente vole intendere che la considerazione della pena debita a tal peccato difende l’acqua; cioè li flussibili come l’acqua, e li margini; cioè li fermi e duri come la pietra, dal fuoco 1; cioè l’ardore e desiderio di tal peccato: e come lo fummo è demostrazione e segno del fuoco; così la demostrazione della colpa, quant’ella è grande, e la convenienza della pena a sì fatta colpa mostrata o considerata dall’uomo, lo fa cessare dal desiderio del peccato, e dal peccato. E per dimostrare com’erano fatti quelli argini, adduce due similitudini, dicendo: Quale i Fiamminghi; cioè quale argine fanno quelli di Fiandra, tra Quizzante; ch’è una città di Fiandra, e Bruggia; che è un’altra città di Fiandra, Temendo il fiotto; cioè lo flusso del mare, che ver lor s’avventa; cioè che corre verso loro, Fanno lo schermo; cioè la defensione con li argini grossi et alti dal lato, fatti di roveri e grosse le sponde; cioè le due pareti da ogni lato bene concatenate, messa la terra e ripieno in terra 2 tra li detti due steccati, perchè l’acqua non scorra su per la loro pianura, perchè il mar si fuggia; cioè acciò che tra quelli corra il mare, e non si sparga per la loro pianura. Onde qui è da sapere che il mare oceano cresce e monta 3 ogni di’ naturale, due volte, e dura lo crescere forse tre ore 4 che la corrente, e l’altre tre dura poi lo reflusso, sì che sta ore sei et altrettante sta che v’è pochissima acqua in quel canale fatto tra li due margini; e quando è lo crescimento vanno le cocche et i legni grandi infino alli ponti fatti per caricare e scaricare la mercatanzia: et è la lunghezza di questo canale, che è tra le dette due cittadi bene miglia 18, e quando cresce corre sì fortemente, che se fosse uno 5 cavallo al mezzo dello spazio e correndo andasse verso li ponti, non sarebbe giunto ad essi che lo corso dell’acqua l’arebbe 6 giunto; onde talvolta si credono li legni essere in grande pelago in quello canale, che si trovano in secco e

  1. C. M. del foco; cioè de l’ardore
  2. C. M. ripieno in mezzo tra li detti
  3. C. M. cresce e manca ogni di’
  4. C. M. tre ore con la corrente e tre l’altre ore dura
  5. C. M. uno a cavallo
  6. Arebbe; voce sempre vivente nel popolo tosco, la quale proviene dall’infinito are. E.