Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/56

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
12 p r o e m i o

principio del terzo canto. E la prima si divide in due, perchè prima pone il proemio; nella seconda pone la invocazione e comincia nel secondo canto; cioè: Lo giorno se n’andava ec. La prima parte che è lo proemio, che si contiene nel primo canto, si divide secondo il modo ch’io intendo di tenere; cioè d’ogni canto fare due lezioni, in due parti principali: però che prima pone l’autore il luogo ove si trovò, descrivendo la sua ruina; nella seconda dimostra onde li venne il soccorso, et incominciasi quivi: Mentre ch’io ruinava ec. La prima parte, che è della prima lezione, si divide in sette parti: imperò che prima descrive il luogo, ove si trovò. Nella seconda mostra, onde li nascesse speranza di partirsi, quivi: Io non so bene ridir ec. Nella terza fa una similitudine, quivi: E come quei ec. Nella quarta dimostra qual fosse il suo impedimento, quivi: Et ecco, quasi al cominciar dell’erta ec. Nella quinta come li apparve uno leone, quivi: Ma non sì, che paura ec. Nella sesta come li apparve una lupa quivi: Et una lupa ec. Nella settima fa una similitudine, quivi: E quale è quei ec. Divisa adunque la lezione, inanzi ch’io venga all’esposizione testuale, et alle sue allegorie o vero moralità, è da premettere la narrazione litterale, secondo lo modo ch’io lessi, la quale ò avuto pensiero di lasciare; ma, confortato dalli uditori, non ò voluto1 perdonare alla penna, per satisfare a’ più comuni ingegni, che forse pur di quello prenderanno diletto. Finge adunque il nostro autore che nel mezzo del cammin di nostra vita; cioè nelli xxxv anni di sua età (che comunemente si può dire il mezzo del cammin della vita: chè pochi son quelli che passano li settanta anni) la notte sopra il venerdi’ santo, elli avesse questa fantasia, nella quale si deliberò di scrivere ciò che à scritto in questo poema, lo quale compose poi. E pone che riconoscesse la ruina della sua vita stata in peccati, infino dalla puerizia a quel tempo; e però dice, quanto alla lettera, ch’elli

  1. C. M. non abbo volsuto.