Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/621

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Bologna in prigione; et allora questo Michele ordinò con suoi inganni e con danari di prendere per moglie la madre del suo signore, che era rimasa donna del giudicato, et a questo modo divenne signore. Et imparentossi poi con messer Branca Doria o vero che li desse una sua figliuola per moglie al detto messer Branca, o vero ch’elli ricevesse la sirocchia 1 del detto messer Branca; e poi questo messer Branca lo tradie, come appare nel penultimo canto di questa cantica. E perchè questo donno Michele Zanche usò baratteria ad acquistare la signoria, però lo mette in questo luogo, et aggiugne: et a dir di Sardigna; questo è il nome, c dicesi essere stata nominata così da uno figliuolo d’Ercole, ch’ebbe nome Sardo che passando in Affrica, fece residenzia alcun tempo in quella isola, Le lingue lor; cioè di frate Gomita e di Michele Zanche, non si sentono stanche; a dir di Sardigna. E puossi intendere qui ch’elli diceano delle baratterie ch’aveano fatte in Sardigna, o vero delle condizioni dell’isola, e per questo si può intendere che i Sardi sono grandi parlatori.

C. XXII — v. 91-105. In questi cinque ternari l’autor nostro dimostra l’uficio e l’operazione di Farferello, del quale fu detto di sopra cap. xxi, che significa la mutescenzia alla quale viene il barattiere, quando è scoperta la sua baratteria, e così si conferma in quanto l’autor lo induce che digrignava e stralunava li occhi; ma non parlava, e però dice: O me! dice lo Navarrese, et è qui intergezione che significa paura, vedete; dice Virgilio 2 e Dante, l’altro; cioè dimonio, che digrigna; cioè apre la bocca in traverso storcendola: Io direi anco; di quel che volete udire; ma io temo ch’ello Non s’apparecchi a grattarmi la tigna; e parla qui secondo l’usanza de’volgari, dicendo che teme che non, che veramente temea del sì, e non del no; e parla transuntivamente e figuratamente; cioè: Io ò paura ch’elli s’apparecchi ad aggiugnere male a male; cioè aggiugnere male alli altri mali ch’io ò ricevuti, come fa colui che gratta la tigna che la fa crescere. E il gran proposto; cioè Barbariccia: proposto è nome d’oficiale e significa maggioria, volto a Farferello; cioè a quel dimonio ch’avea così nominato l’autore, Che stralunava li occhi per ferire; come fa spesse volte chi à mala intenzione, Disse: Fatti in costà, malvagio uccello; tutti li dimoni si possono chiamare uccello, perchè sono alati. E che l’autor finga che alcun dimonio tocchi costui et alcun no, e che il capitano lo difenda artificiosamente, à fatto a dimostrare quali gradi della baratteria sono quelli che dannano l’anima alla dannazione eterna, e quali no: e perchè

la mutescenzia non è sempre nella baratteria, però finge che nol

  1. C. M. la suore del detto
  2. C. M. dice a Virgilio et a Dante,
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