Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/66

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
22 i n f e r n o

Et io a lui: Poeta, io ti richeggio130
     Per quello Idio, che tu non conoscesti,
     Acciocch’io fugga questo male e peggio,
Che tu mi meni là dove or dicesti,133
     Sì ch’io veggia la porta di san Pietro,
     E color, cui tu fai cotanto mesti.
Allor si mosse, et io li tenni dietro.136




C O M M E N T O


Canto I. verso 1 a 9. In questi primi tre ternari del primo canto della prima cantica descrive l’autore dove si trovò e il tempo nel quale elli era della sua età, quando ebbe questa fantasia, dicendo che Nel mezzo del cammin di nostra vita; cioè nell’anno 35 della sua età, il quale comunemente è il mezzo della nostra età: imperò che comunemente li uomini vivono lxx anni, benchè pochi ne vivano più et infinita moltitudine ne viva meno. Et in questo termine1 d’anni era venuto lo nostro autore, quando s’avvide del suo errore primamente, sì come appare manifestamente per quello che si contiene nel canto xxi d’Inferno, ove dice: Ier più oltre cinque ore che quest’otta Mille dugento con sessantasei Anni compier che qui la via fu rotta. Nelle quali parole si comprende che nel 1300 dalla natività di Cristo elli avesse questa fantasia, et incominciasse questa invenzione: però che, se da poi che Cristo sostenne passione, che allora mostra che si rompesse quella via, della quale parla, erano corsi anni 1266, e Cristo era vivuto anni xxxiii2 i quali aggiunti al detto compiono 1300, meno sei mesi; del qual tempo non è da cercare: però che allora correa il 1300, benchè non fosse ancor compiuto che incominciato era. Et è manifesto che lo nostro autore morì nel 1321 a di’3 14 settembre, onde sottraendo anni 21 di 56 anni e mesi 4, che manifestò Dante dovere avere quando morì, ad uno grandissimo suo amico di Ravenna il quale fu chiamato Piero di messer Giardino, restano anni 35 adunque quelli ch’elli avea passati nel 1300. La notte sopra il venerdì santo, quando mostra

  1. C. M. e in questi termini.
  2. C. M. e mezzo li quali.
  3. La parola di’, giorno, si vuole scrivere con apostrofo, perchè è troncata dall’antico dia o die. E.