Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/669

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sifica furo e ladro, però di sopra lo chiamò ladroneccio, benché il Grammatico e molti altri ne fanno differenzia, dicendo che ladro è quello che toglie con violenzia, e questo parrebbe da essere punito nel settimo cerchio de’ violenti, se si commettesse con violenzia solo. Ma con lo inganno prima lo ladro viene alla violenzia et alla forza: imperò che sta appiattato nel bosco, e quando vede lo mercatante, esce in su la strada a fare la forza, e però non lo pone l’autore nel settimo cerchio; ma ponlo nell’ottavo insieme col furo: et è furo colui che toglie con inganno tanto; e costui è da essere punito nell’ottavo cerchio della settima bolgia di quello, del quale ora si tratta, ove si puniscono li fraudulenti del furto e del ladroneccio; e però è da vedere che cosa è ladroneccio, o vero furto, e come è peccato, e quali sono le sue spezie, o vero figliuole, e le sue compagne, e li rimedi contra tal peccato, e che pene moralmente l’autor v’adatta, a ciò che allegoricamente s’intenda de’ mondani. E prima, furto, o vero ladroneccio, è uso e traffico della cosa altrui contra la volontà del proprio signore, sì che quando l’uomo usa la cosa del suo prossimo contra la volontà sua, è furto e similmente ladroneccio; ma questo uso si può venire in tre modi; cioè con la forza tanto, et allora si chiama ruberia, e di questo non si tratta qui; e puoccisi venire con l’inganno, et allora si chiama furto; e puoccisi venire con l’inganno e con la forza insieme, et allora si chiama ladroneccio: e questi due modi comprende la detta diffinizione, e di questi si tratta qui. Furono alquanti che diceano lo furto e lo ladroneccio non esser peccato, perchè le cose del mondo furono fatte da Dio ad uso comune dell’uomo, adunque è licito di pigliarne; ma costoro s’ingannano: imperò che, benché Idio le facesse dal principio comuni, poi che l’uomo peccò 1, volle ch’elli se l’acquistasse con fatica licita et onesta sì, che non s’offenda ldio, nè lo prossimo. E perchè lo furo non l’acquista con fatica licita et onesta, pecca contro a Dio e contro il prossimo; contra Dio, in quanto fa contra la giustizia, che la giustizia vuole che ciascuno abbia quel ch’è suo: però che s’io ò acquistato con fatica licita et onesta l’uso d’una cosa, se tu me la togli, fai contra giustizia, perchè levi a me quel che è mio, e dai a te quello che non è tuo; e fai contra il prossimo, perchè fai contra la carità, che mi lievi quel ch’è mio contra la mia volontà, e fai scandalo e turbazione a me, c così appare che è peccato mortale. E distingue l’autore tre spezie di furi, o vero ladroni: l’una è di coloro che non sono abituati ad esser furi; ma alcuna volta fura-

  1. La sola religione rivelata può mandare in dileguo tutta la mostruosità de’ princìpi di socialismo e comunismo, a cui riesce molto acconcio anche il ragionamento del nostro Commentatore. E.
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