Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/670

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626 i n f e r n o   xxiv. [v. 79-96]

no, trovando la contezza 1 del furare: altri sono abituati ad essere furi, e sempre pensano di furare; ma in ciò usano alcuna discrezione non furando ogni cosa, nè in ogni luogo, nè a ogni persona: altri sono che sono abituati ad essere furi, e sempre pensano di furare e non ci usano alcuna discrizione; ma ad ognuno, et ogni cosa e a ogni tempo furerebbono: e queste tre spezie intende di trattare lo nostro autore; ma in questo canto tratta pur della prima, e nel seguente tratterà dell’altre due. E pone in prima per congruenzia del peccato alcune pene generali; cioè che sono nudi, che corrono, che sono spaventati, che ànno legate le mani con serpi di dietro e che non sperano appiattamento, e che le serpi ficcano per le reni loro la coda e il capo, e d inanzi erano aggroppate. E queste pene moralmente si convengono alli furi: imperò che coloro che ànno, per vestirsi, tolto l’altrui, degna cosa è che sieno spogliati e nudi: e come sono stati flussibili e trascorsi a fare lo male; così corrano sanza riposo: che sieno spaventati è conveniente cosa, che sempre lo furo sta spaventato: che le mani sieno legate con le serpi di dietro si conviene: però che nel mondo non ànno voluto operare le loro mani all’opere licite; ma sì alle inlicite e disoneste: e però che ànno operati l’inganni del furto, però si conviene che sieno legate con serpi, che significano fraude: imperò che il serpente si dice essere animale fraudolentissimo: che non truovino appiattamento si conviene: imperò che da Dio non si può il furo appiattare, benché si sia appiattato nel mondo: e che non truovi rimedio al veleno conviensi, poi che non à voluto nel mondo porre rimedio alla fraude sua, benché nel mondo abbi cercato appiattamento: che le serpi li ficchino la coda e il capo per le reni e stieno aggroppate dinanzi si conviene: imperò che la fraude è stata fermata dinanzi nel cuore, quando s’è deliberato l’arbitrio di furare. E notantemente dice lo capo e la coda, perchè lo furo nel principio, mezzo e fine sempre è involto nello inganno del prossimo; et allegoricamente, o vero moralmente, queste condizioni si truovano per pena conveniente a tal peccato ne’ furi che sono nel mondo: imperò che sono nudi di virtù e di fama, e corrono nelli atti del furto, et ancor corrono quanto all’ultima dannazione: e sono spaventati, come si vede chiaramente che sempre lo furo sta in paura d’essere scoperto: cercano sempre li furi appiattamenti e rimedi, ad occultare la loro fraude che non appaia, e quando non l’ànno, ànno gravissima pena, e quanto a Dio non lo sperano aver mai: le mani che significano l’opere sempre stanno legati con serpi, perchè tutte sono piene d’inganni, e sono di rietro perchè ogni opera viziosa va a dietro e non innanzi: sono legati (*) [v.

  1. C. M. l’acconcezza del furare: