Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/758

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714 i n f e r n o   xxviii. [v. 7-21]

glia è una provincia che n’è capo Napoli; cioè nel qual luogo i Pugliesi furono morti, e però dice: fu del suo sangue dolente; questo dice, perchè qui lo sparse, Per li Troiani; cioè che i Troiani ne furono cagione che sconfissono Turno, lo quale avea seco in aiuto tutto lo sforzo di Puglia, come appare nella colletta che pone Virgilio nel settimo libro dell’Eneida; e questo Per li Troiani determina quel verbo giace. Sopra la qual parte è da sapere che, quando Enea troiano venne in Italia, siccome le risposte delli idii comandavano, fu per che l’Italia era fatata a’ Troiani, e però dice l’autore in su la fortunata terra; cioè Italia. Fu ricevuto dal re Latino lo quale avea il suo regno nelle contrade ove è ora Roma, e promiseli per moglie Lavina sua figliuola, la quale la madre di Lavina detta e moglie di Latino avea promessa a Turno re de’ Rutili ch’era suo parente; Turno fece suo sforzo d’ogni gente da turno 1, e perch’elli signoreggiava Ardea, cittade posta in verso Napoli, ebbe molti Pugliesi in aiuto; e combattendo con Enea fu sconfitto sì, che allora i Troiani uccisono molti Pugliesi; e però dice l’autore: Di Puglia, fu del suo sangue dolente; e questa istoria si contiene di sopra nel primo capitolo. o per la lunga guerra; qui pone la seconda battaglia, dicendo: S’el s’adunasse ancor tutta la gente; cioè e quella che giace in su la fortunata terra d’Italia, per la lunga guerra ch’ebbono li Romani con Annibale duce de’ Cartaginesi; la qual guerra durò da xvii anni, nella quale guerra morirono e furono tagliati e dimoncati molte migliaia d’uomini in vari luoghi d’Italia, e massimamente in una grandissima sconfitta ch’Annibale diede a’ Romani a Canni, lo quale è uno fiume in Puglia ove tanti Romani morirono, che l’anella loro che portavano in dito li uomini di pregio, si raccolsono e furono tre moggia e mezzo, secondo che dicono alquanti, e secondo altri uno moggio, li quali Annibale mandò a Cartagine per Mago suo fratello; e questo scrive Tito Livio nel terzo libro della terza decade, la quale si chiama seconda, perchè la seconda non si truova; e però dice: Che dell’anella fe sì alte spoglie; cioè la lunga guerra fece sì alte spoglie dell’anclla de’ Romani morti a Canni; nel quale luogo era uno borgo posto in Puglia 2, benché allora non portassono anello se non li grandi uomini, Come Livio scrive; cioè Tito Livio descrive nel luogo detto di sopra, che non erra; questo dice, perchè Livio fu istoriografo e non poeta, e scrisse la pura veritade delle istorie Romane, e sempre è posto e reputato de’ più veritieri scrittori che mai fossono, e fu padovano, e per sua grandissima eloquenzia e scienzia e virtude fu cancelliere de’ Romani al tempo dell’imperadore, Con

  1. C. M. gente intorno,
  2. Altrim. lo quale era uno borgo, posta nella provincia di Puglia, benchè