Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/761

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[v. 7-21] c o m m e n t o 717

Roma ov’era senatore messer Arrigo fratello dal re 1 di Castella, lo quale odiava lo re Carlo per la sua alterezza; e ricevuto da lui onorevolmente, e stato con lui contra il volere del papa quel che li parve, si mosse col senatore e col suo consiglio e suo sforzo et andò in Puglia; e trovatosi in uno piano ad uno luogo che si chiama Tagliacozzo, col detto re Carlo combatterono insieme; nella quale battaglia lo detto re Carlo fu vincitore per consiglio di messer Alardo suo cavaliere, lo quale essendo già sì vecchio, che non poteva più portare l’armi, diede per consiglio al re che facesse tre schiere; e nell’una ponesse uno suo cavaliere con l’armi sue, che rappresentasse elli e suoi, la persona del re e la sua baronia, et esso re Carlo stesse appiattato dopo uno monte con una certa brigata di cavalieri scelti sì, che se la sua gente fosse rotta, elli rompesse poi l’inimici quando rubassono il campo e si spergessono credendosi essere vincitori. E così avvenne che, essendo Curradino coi Tedeschi virilmente nella battaglia con l’aiuto della parte ghibellina, et avendo sconfitta la schiera ove mostrava d’essere lo re Carlo, misono in rotta tutta quella gente, e cominciarono poi sanza ordine a rubare il campo; onde essendo questi vincitori sparti qua e là rubando, lo re Carlo uscì fuori col suo aguato 2 et assalì la gente di Curradino, e sconfesseli 3 e prese fra li altri Curradino e il conte Gaddo da Pisa, e fece loro levare le teste, essendoli stati condotti nelle mani da uno, che li dovea passare in Cicilia, con tradimento. E perchè in questo luogo fu grande tagliamento di gente, però ne fa menzione l’autore dicendo: S’el s’adunasse ancor tutta la gente ..., il cui ossame ancor s’accoglie ... là da Tagliacozzo; cioè in quel luogo di Puglia ove fu la sconfitta sopraddetta, Dove sanz’arme vinse il vecchio Alardo: però che vinse col savio consiglio, essend’elli disarmato per ch’era vecchio. E però li Pisani quando sconfissono a monte Catino la parte guelfa di Toscana e gente di Puglia, ch’erano venuti in aiuto a’ Fiorentini mandati dal re Uberto, e perchè li Tedeschi intendeano a rubare, dice il Chiosatore pisano che fu comune detto nel campo: Ricordivi di Curradino. Premesse le cinque battaglie, ritorna a proposito et adatta la similitudine, dicendo: E qual forato suo membro, e qual mozzo Mostrasse; delle dette genti ferite e morte nelle dette cinque battaglie, ad equar; cioè a pareggiar, sarebbe nulla; cioè non si potrebbe assomigliar per alcun modo, Al modo della nona bolgia sozzo; cioè vituperoso, della quale bolgia intende ora di trattare.

C. XXVIII — v. 22-27. In questi due ternari l’autor nostro, poi ch’à detto generalmente delle pene che sono ordinate alli seminatori

  1. C. M. del re
  2. C. M. fuori delle insidie et
  3. C. C. sconfisselo