Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/781

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c a n t o    xxix. 737

100Lo buon Maestro a me tutto s’accolse
      Dicendo: Dì a lor ciò che tu vuoli;1
      Et io incominciai, poscia ch’ei volse:
103Se la vostra memoria non s’imboli2
      Nel primo mondo dall’umane menti;
      Ma s’ella viva sotto molti Soli,
106Ditemi chi voi siete, e di che genti:
      La vostra sconcia e fastidiosa pena3
      Di palesarvi a me non vi spaventi.4
109Io fui d’Arezzo, et Albero da Siena,5
      Rispose l’un, mi fe mettere al fuoco;
      Ma quel per ch’io mori’ qui non mi mena.
112Ver è, ch’io dissi a lui, parlando a giuoco:
      Io mi saprei levar per l’aere a volo;
      E quei ch’avea vaghezza, e senno poco,
115Volle ch’io gli mostrasse l’arte; e solo,
      Perch’io nol feci Dedalo, mi fece
      Ardere a tal, che l’avea per figliuolo.
118Ma nell’ultima bolgia delle diece
      Me per l’alchimia, che nel mondo usai,
      Dannò Minos, a cui fallar non lece.
121Et io dissi al Poeta: Or fu giammai
      Gente sì vana, come la sanese?6
      Certo non la francesca, sì d’assai.7
124Onde l’altro lebbroso, che m’intese,
      Rispose al detto mio: Trane lo Stricca,89
      Che seppe far le temperate spese,

  1. v. 101. Vuoli; non viene raro negli antichi poeti e prosatori; ma oggi si preferisce vuoi. Nasce da volere, voglio, come suoli da solere, soglio. E.
  2. v. 103. C. M. s’involi
  3. v. 107. C. M. faticosa pena
  4. v. 108. C. M. palesarmi
  5. v. 109. C. M. Alberto
  6. v. 122. C. M. senese?
  7. v. 123. C. M. è si
  8. vv. 125 130. Trane; ne tra, ne cava, ne togli, e viene dall’infinito trare. L’uso richiede ora trai o tragga o traggi. E.
  9. v. 125. Tramene Stricca,
Inf. T. I. 47