Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/840

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796 i n f e r n o   xxxi. [v. 106-129]

noi. Allor temett’io più che mai la morte; perchè mi parea esservi più presso, E non era mestier più che la dotta; cioè non era bisogno al morire, più che l’indugio poco di vederlo muovere, S’io non avessi viste le ritorte; cioè s’io non avessi veduto star ferme le legature. Noi procedemmo più avanti allotta; Virgilio et io, E venimmo ad Anteo; cioè all’altro gigante nominato ancora di sopra, che ben cinque alle: alla è una misura che s’usa in ponente; cioè in Inghilterra et in Fiandra, o in quelli paesi, la quale è lunga, Sanza la testa liscia fuor della grotta; sì che il mezzo busto era, sanza il capo, cinque alle.

C. XXXI — v. 115-129. In questi cinque ternari finge l’autor nostro che Virgilio pregasse Anteo che li dovesse por giuso nel fondo dello inferno, proferendoli che Dante li può dar fama; e però dice: O tu; parla ad Anteo, che nella fortunata valle, Che fece Scipion di gloria reda; perchè fu poi chiamato Scipione Africano, Quando Annibal; che fu duce de’ Cartaginesi, co’ suoi; cioè coi Cartaginesi, diede le spalle; cioè che fu vinto da’ Romani in quella valle, ove stette Anteo presso a Cartagine, Recasti già mille leon per preda; questo dice, perchè Anteo cacciava ai leoni, come cacciano li uomini all’altre fiere; e dice che già ne recò mille per preda in quella valle, e questo dice a loda di lui; et aggiugne ancora a sua loda: E che, se fossi stato all’alta guerra; cioè alla gran guerra; ma perchè fu contra alli dii, la chiama alta-, De’ tuoi fratelli; cioè di giganti figliuoli della terra, come tu, ancor par che si creda, Che avrebbon vinto i figli della terra; cioè li giganti. Questo dice l’autore, per seguitare Lucano che pone nel iv simile sentenzia; onde è da sapere che, come dice Lucano nel detto luogo, presso a Cartagine era una valle che si chiamava prima la valle d’Anteo; ma poi che Scipione, secondo nipote del grande Scipione che fece patto coi Cartaginesi, preso lo consolato, menò l’esercito in Affrica et accampossi in quella valle; nella quale valle sconfisse Asdrubale fratello d’Annibaie et ucciselo, e vinse i Cartaginesi e constrinse a tornare Annibaie ch’era stato più di xvi anni in Italia a molestare i Romani, fu chiamata la valle di Scipione, perchè quivi saccampò et ebbe vittoria, e fu poi chiamato Scipione Africano. Era Cartagine in Barberia, ove ora è Tunisi. Questo Anteo, secondo che pone Lucano, fu gigante grandissimo, figliuolo della terra come li altri, e fu dopo la battaglia di Flegra, et abitava nella detta valle e rubava le vicinanze d’intorno. Onde la fama andò a Ercole, e però passò il mare et andò a toglierlo via, perch’era domatore delli uomini viziosi, e combatteo con lui alle braccia; et accortosi Ercole che Anteo si lasciava cadere in terra studiosamente, perchè si rilevava più forte pigliando le forze dalla terra, sei levò in sul petto, e tanto lo strinse sanza lasciarlo toccare