Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/88

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   44 i n f e r n o   i. [v. 79-90]

stilo è bello: chè se tenesse pur l’una parte non sarebbe universalmente a tutti. E perchè Virgilio in questo stilo poetico avanzò tutti li poeti latini e Dante in esso à seguitato lui, perciò dice: Tu se’ solo colui, da cui io tolsi; cioè io Dante da te solo, siccome dal sommo de’ poeti presi, e non da altrui lo bello stilo; cioè poetico, che m’à fatto onore; cioè per questo stilo preso da te sono stato poeta, la qual cosa è di grande onore, e questo si verifica et approva per quello, che si contiene nel quarto canto di questa cantica, come si vedrà, quando saremo ad esso. E questa parte non à allegoria: però che solamente intende di mostrare com’elli è stato seguitatore di Virgilio nella poesia. Seguita: Vedi la bestia, per cui mi rivolsi; cioè vedi la lupa che m’à fatto tornare a dietro, sì come detto è di sopra, e sposto moralmente; e per questo risponde alla domanda di Virgilio fatta di sopra, quando disse: Perchè ritorni a tanta noia ec.? Aiutami da lei. Qui addomanda Dante il suo aiuto a Virgilio famoso e saggio. Qui dimostra ch’elli sia tale che il possa aiutare: imperò che dice che elli è famoso e saggio, perchè la fama alcuna volta è falsa; però aggiugne e saggio a dimostrar che la sua fama sia vera. Ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi. Quindi mostra quanto di quella lupa sia impaurito, dicendo che li fa tremar le vene, per le quali discorre il sangue, e li polsi che sono luogo nel corpo umano, dove si comprende la virtù del cuore nel quale1 è lo spirito vitale: imperò che il cuore è fonte dello spirito sì, come lo fegato è fonte del sangue, e quelle2 spande, e l’arterie per tutto lo corpo umano. E perchè l’arterie sono appiattate sotto le vene, però non si comprende lo moto dello spirito vitale, se non in quel luogo ove sono scoperte, e quelli luoghi si chiamano polsi. E per la paura si muove più velocemente lo spirito vitale, che è nel cuore, per resistenza a quella, e fa movimenti e battimenti più veloci in tutto lo corpo sì, che lo fa tremare tutto, e specialmente le vene e l’arterie, per lo movimento delle quali si muove tutto il corpo. E pertanto l’autore fa menzione di quelle, e non dell’altre parti, perchè sono principio del movimento, e questa parte à altra esposizione che litterale: imperò che vana cosa sarebbe che Dante domandasse aiuto a Virgilio ch’era morto già più di mille anni; ma per Virgilio qui intese la ragione e vuole intendere che la sensualità spaurita dalla persecuzione dell’avarizia domanda aiuto alla ragione.

C. I - v. 91-99. In questi tre ternari finge lo nostro autore che Virgilio mosso per lo suo priego, lo consigliasse di quel che era bisogno al suo scampamento, dicendo: A te Dante convien tener altro

  1. C. M.  nella quale.
  2. C. M.  e quello spande per l’arterie.