Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/899

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sì grandi, come erano quelle ali. Non avean penne: però che sì fatte alie non sono da levare in alto; ma da priemere in giù, e però dice: ma di vilpistrello Era lor modo; cioè di vipistrello con pungiglioni, per istimolare e pugnere, e quelle svolazzava; per sventare, Sì che tre venti si movean da ello; de’ quali fu detto di sopra. Quindi Cocito tutto s’aggelava; per quelli tre venti s’aggelava lo fiume infernale che significa 1 pianto, a significare che il pianto de’ traditori non viene mai da ardore di carità; ma da gielo d’ingratitudine, crudeltà et odio, Con sei occhi piangea; perch’ogni faccia n’avea due, e per tre menti Gocciava il pianto e sanguinosa bava; per li peccatori che finge di sotto che frangea coi denti, dice che la barba 2 era sanguinosa.

C. XXXIV — v. 55-69. In questi cinque ternari l’autor compie la descrizione del Lucifero, e lo sollicitamento di Virgilio del partirsi, perchè aveano compiuto il cammino primo 3, dicendo così: Da ogni bocca; di quelle tre lo Lucifero, dirompea coi denti; suoi, Un peccatore a guisa di maciulla; cioè della gramola che dirompe lo lino: così quello peccatore dirompea coi denti, Si che tre ne facea così dolenti; dei peccatori traditori tre ne pone essere puniti diversamente dalli altri nelle tre bocche da Lucifero, a dimostrare che questi tre, come usarono eccessivo tradimento per rispetto delle persone tradite; così eccessivamente sieno puniti per rispetto degli altri: imperò che tradirono li maggiori signori che fossono nel mondo; cioè Giuda Scariot lo nostro signore Gesù Cristo, che fu lo maggiore tradimento che mai potesse essere; e Bruto e Cassio che tradirono Giulio Cesare imperatore, che fu il maggiore signore che avesse il mondo allora; et a ciascuno appropria la sua bocca, per notare alcuna circustanzia di peccato che usarono in quel tradimento, e però dice: A quel dinanzi; cioè a Giuda, il mordere era nulla; che facea coi denti, Verso il graffiar; ch’elli 4 facea con li artigli delle branche sue, che tal volta la schiena Rimanea della pelle tutta brulla; cioè tutta netta, che ne la portavano li unghioni. Quell’anima lassù ch’à maggior pena; tra per lo rompere coi denti, e per lo graffiare, Disse il Maestro; cioè Virgilio, è Giuda Scairiotto: nota è la storia del tradimento di Giuda a tutti i Cristiani, e mettelo nella bocca dell’ira, perchè usoe ancora ira in quello tradimento, Che il capo à dentro, e fuor le gambe mena; e questo finge l’autore per maggiore pena, perchè il suo fu maggiore peccato. Delli altri due che ànno il capo di sotto; sicché sono dentro con le gambe nelle bocche, Quel che pende dal nero ceffo, è Bruto; e questo si dee

  1. C. M. che chiama pianto,
  2. C. M. la bava era sanguinosa.
  3. C. M. compiuto quel primo cammino, dicendo
  4. C. M. che li facea