Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/110

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   98 p a r a d i s o

46E santa Chiesa con aspetto umano
     Gabbriel e Michel vi ripresenta,1
     E l’ altro che Tobbia rifece sano.
49Quel, che Timeo dell’ anime argomenta,
     Non è simile a ciò, che qui si vede:
     Perocchè, com’ ei dice, par ch’ ei senta.2
52Dice, che l’ alma a la sua stella riede,
     Credendo quella quinde esser decisa,
     Quando Natura per forma la diede.
55E forse sua sentenzia è d’ altra guisa,
     Che la voce non suona, et esser puote
     Con intenzion da non esser derisa.
58S’ elli intende tornar a queste ruote
     L’ onor della influenzia e ’l biasmo, forse
     In alcun vero suo arco percuote.
61Questo principio male inteso torse
     Già tutto ’l mondo quasi, sì che Iove,3
     Mercurio e Marte a nominar trascorse.
64L’ altra dubitazion, che ti commuove,
     A men venen: però che sua malizia
     Non ti porria menare da me altrove.4
67Parer iniusta la nostra iustizia5
     Ne li occhi de’ mortali è argomento6
     Di Fede, e non d’ eretica nequizia.
70Ma perchè puote vostro accorgimento
     Ben penetrare a questa veritate,
     Come desiri, ti farò contento.

  1. v. 47. C. A. rappresenta,
  2. v. 51. come dice, per che senta,
  3. v. 62. C. A. Giove,
  4. v. 66. Porria; dall’infinito pore; addoppiata la r secondo costumavano talora gli antichi nei futuri di taluni verbi, seguendo l’ antico francese: onde abbiamo porrò, crederrò; porria, porrebbe: crederria, crederrebbe. E.
  5. v. 67. C. A. ingiusta la nostra giustizia
  6. v. 68. C. A. Agli occhi