Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/109

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c a n t o   iv. 97   

19Tu argomenti: Se ’l buon voler dura,
     La violenzia altrui per qual cagione1
     Di meritar mi scema la misura?
22Ancor a dubitar ti dà cagione
     Parer tornarsi l’anime a le stelle,2
     Secondo la sentenzia di Platone.
25Queste son le question, che nel tuo velle3
     Si pontano equalmente; e però pria
     Tratterò quella, che più à di felle.
28Dei Serafin colui, che più s’ india,
     Moises, Samuel, e quell’ Ioanni,4
     Qual prender vuoli, io dico, non Maria,5
31Non ànno in altro Cielo i loro scanni,
     Che quelli spirti, che mo t’appariro,6
     Nè ànno all’ esser lor più o men anni;
34Ma tutti fanno bello il primo giro,
     E differentemente àn dolce vita,
     Per sentir più o men l’ eterno spiro.7
37Qui si mostraro, non perchè sortita
     Sia questa spera lor; ma per far segno
     De la celestial, ch’ à men sallita.
40Così parlar conviensi al vostro ingegno:
     Perocchè solo da sensato apprende
     Ciò, che fa possa d’ intelletto degno.8
43Per questo la Scrittura condescende
     A vostra facultate, e piede e mano
     Attribuisce a Dio, et altro intende;

  1. v. 20. C. A. qual ragione
  2. v. 23. C. A. l’ anima
  3. v. 25. Velle; infinito alla guisa latina, del quale servivansi talora i nostri classici. Truovasi nel Frezzi « Il vostro velle il puote ritenere » E.
  4. v. 29. C. A. Moisè.....Giovanni,
  5. v. 30. C. A. Che prender
  6. v. 32. C. A. questi
  7. v. 36. C. M. C. A. più e men
  8. v. 42. C. A. poscia
   Par. T. III. 7