Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/237

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   [v. 1-15] c o m m e n t o 225

lezione, si divide in sei parti, imperò che prima finge come Iustiniano, finito lo suo parlare, ritornò al suo canto et al suo girò co gli altri spiriti beati e sparitte via, e come egli aveva dubbio e per riverenzia non dimanda Beatrice; nella seconda finge come Beatrice li manifesta lo suo dubbio di Dante, ch’ella cognosce essere nella mente sua et incominciollo a dichiarare, et incominciasi quine: Poco sofferse me ec.; nella terza parte finge come ella incominciò la dichiaragione, dichiarando prima l’antecedente, et incominciasi quine: Per non soffrire ec.; nella quarta parte finge come Beatrice continuando dichiarò lo sussequente, et incominciasi quine: La pena dunque ec.; nella quinta parte finge come Beatrice, dichiarato lo primo dubbio, s’accorse d’un altro dubio che Dante avea nella mente et incominciollo a manifestare, et incominciasi quine: Ma io veggio or ec.; nella sesta parte finge come Beatrice incominciò a solvere lo detto dubbio, et incominciasi quine. La Divina Bontà ec. Divisa la lezione, ora è da vedere lo testo colle allegorie et esposizioni morali e litterali.

C. VII — v. 1-15. In questi cinque ternari lo nostro autore finge come, finita la lunga orazione di Iustiniano, elli si tornò al canto usato, lo quale cantava a laude d’Iddio, et a la circulazione per lo pianeto secondo, cioè Mercurio: e come egli e gli altri spiriti sparittono; e come dentro da lui nacque uno dubio, lo quale non s’attentava di dire a Beatrice e di dimandare 1 chiarigione. Dice così: Viso mi fu; cioè parve a me Dante, essa sustanza; cioè essa anima di Iustiniano, che m’avea parlato e detto le cose dette di sopra l’anime umane, quando sono fuora dei corpi, e gli agnoli si chiamano sustanzie separate, cantar Così; cioè cantare in questo modo: Osanna; questo è vocabolo ebreo et interpretasi: Fa salvo; et allora s’intenderebbe che li spiriti beati pregassono per noi del mondo, che per loro non è bisogno di pregare: imperò che sono fatti salvi, sì che s’intenderebbe: Fa salvo lo popolo tuo del mondo: imperò che Osi; s’interpetra salva o vero salvifica, anna ene interiezione che àe a significare affetto di precante come Doh, e però si vorrebbe dire Osianna; ma ene levato i per sincopa, e viene a dire: Priegamoti, doh fa salvo lo mondo o lo popolo tuo, s’intende. Altri diceno questo Osanna è interiezione, chea significare l’affetto dell’animo si pone, et allora si potrebbe intendere che dicessono quelli spiriti, rallegrandosi a Dio della sua salute: Osanna sanctus Deus sabahot; cioè Deus virtutum vel exercituum; sabahot s’interpetra delle virtù o delli eserciti; cioè. Rallegrantici 2, o santo Iddio delle virtù o delli

  1. C. M. di dimandarne dichiaragione.
  2. Rallegrantici; rallegriamotici, ci rallegriamo in te. E.