Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/300

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Esti, passando per lo suo territorio e feeeli mettere in prigione, e mandò a dire ai marchesi quel che volevano ch’egli facesse di quegli da Fontana ch’elli avea presi e detenuti in prigione. Et elli rispuoseno che molto l’aveano a grado, e che se voleva fare lo servigio compiuto che li mandasse loro, e così fece; e questi marchesi quando li ebbono in loro podestà, li feceno morire a grande strazio. E perchè questo fu cosa molto abominevile, però finge l’autore che Cunisa predica che Feltro porterà pena del peccato del suo vescovo, c questo addivenne, poi che in processo di tempo fu fatta guerra ai Feltrani per quelli da Fontana, e però dice: Piangerà Feltro; cioè quella città che è nella trivigiana, ancora la diffalta; cioè la colpa e lo fallo, Dell’empio; cioè dello spietato, suo pastor; cioè suo vescovo, che serà sconcia; cioè la difalta detta, Sì; cioè per sì fatto modo, che per simil; cioè difalta, non s’intrò in Malta; è a Bolsena in quella prigione chiamata Malta la quale è inremissibile, e la quale prigione è in sul lago, nel quale corre lo fiume che si chiama Malta, una torre con due solaia nella quale lo papa mette li cherici dannati senza remissione; e però è che in quella faceano mettere li papa 1 tutti li cherici che aveno commesso peccato da non ricevere mai misericordia, e quanti vi se ne mettevano mai non n’uscivano, sicchè vuol dire che mai non fu fatto slmile peccato nè sì empio da alcuno cherico perch’elli fusse messo in Malta, come fu quello di questo vescovo. E predice ora di Ferrara, dicendo, Troppo sarebbe larga la bigoncia; cioè troppo sarebbe grande lo tinello, Che; cioè lo quale, ricevesse il sangue ferrarese; cioè di quelli di Ferrara debbono essere morti assai per la cagione del detto vescovo, E stanco chi ’l pesasse; cioè lo detto sangue dei Ferraresi, ad oncia ad oncia: uncia è la dodicesima parte della libbra, Che; cioè lo qual sangue, donerà; cioè che fia cagione che si sparga e farà spargere col dono ch’elli farà ai detti marchesi, del quale fu detto di sopra 2, Per mostrarsi diparte; cioè per mostrare sè essere de la parte dei detti marchesi, e cotai doni; cioè sì fatti doni, chenti ài udito, Conformi; cioè respondenti, fieno; cioè saranno, al viver del paese; cioè al viver parzialmente e tirannescamente che si fa nella detta contrada. Su; cioè nel paradiso empireo, sono specchi; cioè angeli che si chiamano Troni, e però dice, voi; cioè uomini del mondo, dicete; cioè chiamate, Troni; cioè quelli angeli, li quali sono lo terzo ordine incominciando dai Serafini; e finge che dicesse Cunisa che questi angeli siano lucenti come uno specchio, e che in essi riluceno li

  1. Papa, in amendue i numeri truovasi presso gli antichi siccome duca, patriarca e simili. E.
  2. C. M. sovra, questo prete cortese: cioè questo vescovo Alessandro, cortese in donare lo sangue di quelli di Fontana ai marchesi da Esti, Per