Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/364

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C A N T O     XII.

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1Sì tosto come l’ultima parola
     La benedetta fiamma per dir tolse,
     A rotar cominciò la santa mola;
4E nel suo giro tutta non si volse,
     Prima ch’ un’altra d’un cerchio la chiuse,
     E moto a moto, e canto a canto colse;
7Canto, che tanto vince nostre Muse,
     Nostre Sirene, in quelle dolci tube,
     Quanto primo splendor quel che rifuse.1
10Come si volgen per tenue nube2
     Due archi paralelli e concolori,
     Quando Iunone a sua ancilla iube,3
13Nascendo di quel d’entro quel di fori,4
     A guisa del parlar di quella vaga,
     Ch’amor consunse come Sol vapori,5
16E fanno qui la gente esser presaga
     Per lo patto, che Dio con Noe pose
     Del mondo, che giammai più non s’allaga;
19Così di quelle sempiterne rose
     Volgeansi circa a noi le due ghirlande,
     E sì l’estrema all’intima rispuose.

  1. v. 9. C. A. Quanto il primo splendor è quel
  2. v. 10. C. A. volgon per tenera
  3. v. 12. C. A. Giunone
  4. v. 13. C. A. fuori,
  5. v. 15. C. A. come il Sol