Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/368

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103Di lui si fecer poi diversi rivi,
     Unde 1’ orto catolico s’irriga,1
     Sì che’ suoi arboscelli stan più vivi.
106Se tal fu l’ una ruota de la biga,
     In che la santa Chiesa si difese,
     E vinse ’n campo la sua civil briga,
109Ben ti dovrebbe assai esser palese
     L’ eccellenzia dell’altra, di cui Tomma
     Dinanzi al mio venir fu sì cortese.
112Ma l’orbita, che fe la parte somma,
     Da sua circunferenzia è derelitta,
     Sì che è la muffa dov’era la gromma.
115La sua famiglia, che si mosse dritta
     Coi piedi a le suo’ orme, è tanto volta,
     Che quel dinante a quel dirieto gitta;
118E tosto s’avvedrà de la ricolta2
     De la mala coltura, quando il giollio3
     Si lagnerà che l’arca li sia tolta.
121Ben dico, chi cercasse a follio a follio
     Nostro volume, ancor troverea carta,4
     U’ leggerebbe: Io mi son quel ch’io sollio.
124Ma non fie da Casal, nè d’Acquasparta,
     Là onde vegnon tali a la scrittura,
     Ch’uno la fugge, e l’altro la coarta.
127Io son la vita di Bonaventura
     Da Bagnoreo, che ne’ grandi offici5
     Sempre pospuosi la sinistra cura.
130Illuminato et Augustin son quici,
     Clic fuor dei primi scalzi poverelli,
     Che nel capestro a Dio si fero amici.

  1. v. 104. C. A. cattolico si riga,
  2. v. 118. C. A. si vedrà della
  3. v. 119. C. A. loglio
  4. v. 122. C. A. troveria
  5. v. 128. C. A. Da Bagnoregio,