Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/426

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zia del cerchio, e dal cerchio; cioè da la detta circunferenzia al centro; cioè al punto del mezzo, Muovesi l’acqua: l’acqua è corpo continuo liquido, sicchè quando alcuna parte di quella è mossa conviene che muova l’altra, e l’altra l’altra infine a tanto che, indebilendo sempre quella che muove l’una più che l’altra, si viene a parte che co la resistenzia de la sua quiete agguallia lo moto di quella che è mossa, che è sì picculo che quella li può resistere, e così mancando lo moto si viene a quiete, in un ritondo vaso; cioè in una caldaia, Secondo ch’è percossa; cioè l’acqua, fuor e dentro; cioè dalla parte di fuora e da la parte d’entro: imperò che, dimenando la caldaia, l’acqua che fusse a la circunferenzia si moverebbe in verso lo mezzo, e dal mezzo a la circunferenzia tanto che verrebbe a quiete; e così se incominciasse lo movimento dal mezzo o con una mazza o co la mano o con pietra gittatavi dentro. E posto questo dichiaramene di questo movimento naturale dell’acqua, adiunge che così fu mossa la mente sua a considerare lo fiammeggiare di Beatrice che era nel centro con lui, ch’ella faceva nel suo parlare, e lo fiammeggiare de le beate luci che erano nei due serti, che erano intorno a lui ne la circunferenzia che similmente scintillavano; ma più quando parlavano, e però dice: Ne la mia niente; cioè di me Dante, fe subito caso; cioè lo quale avvenire: imperò che, parlando santo Tomaso scintillava, e ragguardava io e considerava lui, e parlando Beatrice ancora scintillava, et io ritornava la mente a considerare lei; e così la mente mia discorreva col pensieri e co la considerazione da lei ai serti, e da serti a lei, e così si moveva, Dal centro al cerchio, e dal cerchio al centro; e però dice: Questo ch’io dico; cioè di muovere così la mia mente; e ben dice subito caso: imperò che altresì tosto fu questo movimento da la mia mente, come fu lo restare del parlare di santo Tomaso e lo incominciare di Beatrice che fu incontenente senza mezzo, e però dice, sì come st tacque, cioè altresì tosto come si tacque, La gloriosa vita di Tomaso; cioè l’anima glorificata, che è in vita perpetua, di santo Tomaso d’Aquino lo quale àe introdutto l’autore a parlare dal decimo canto infine a qui. Per la similitudine; ecco che rende cagione, unde venne che lo subito caso fece lo detto movimento ne la sua mente: imperò che Beatrice ondeggiava di luce ai serti col suo parlare, e li serti a lei, e però dice, che; cioè la qual similitudine del risplendere, nacque; cioè procedè 1, Del suo parlare; cioè di santo Tomaso, e di quel; cioè parlare, di Beatrice; e questo caso subito fece la mente sua sì scorrere da Beatrice ai dottori, e dai dottori a Beatrice. E per questo dà ad intendere allegoricamente che elli considerò che

  1. Procedè; naturale piegatura dall’infinito procedere. E.