Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/427

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     [v. 1-18] c o m m e n t o 415

la santa Scrittura alcuna volta muove li dubbi ai dottori suoi: imperò che per detti, che trovano in essa, si muoveno a dubitare; et clli così mossi per la grazia d’Iddio che è in loro, quelli dubbi co le ragioni ispirate da lo Spirito Santo in loro solveno alcuna volta, et alcuna volta coi detti d’essa santa Scrittura; e questo è muovere lo centro 1 la circunferenzia, e la circunferenzia quel che è in mezzo al centro muovere. E che finga Beatrice muova lo dubbio e non l’autore, significa che questo era dubbio che non potrebbe cadere ne la mente umana per la ragione umana, se non presupposto e saputo prima la determinazione de la santa Scrittura: non potea Dante dubitare del dubbio che si dirà di sotto, se non udito prima quello che dice la santa Scrittura; cioè ch’elli risponderanno più che ’l sole, e che dopo ’l iudicio universale li corpi risuscitati de’ iusti saranno gloriosi risplendenti più che ’l sole. Unde, presupposto questo, nasce lo dubbio; come potrà l’uno beato vedere e cognoscere l’altro fasciato da tanto splendore; e se non lo potrà vedere e cognoscere se non co la mente, dunqua lo corpo non arà perfetta sua beatitudine. E però l’autore àe fatto questa fizione, dicendo così. A cui; cioè a la quale Beatrice, sì; cioè per sì fatto modo, cominciar; cioè a parlare, di po’ lui; cioè dopo santo Tomaso, piacque; cioè ad essa Beatrice. A costui; cioè a Dante; ecco che Beatrice, introdutta a parlare di Dante, parla di lui e dimostra lui, fa mestieri; cioè è bisogno, e non vel dice; cioè elli Dante a voi beati spiriti, Nè co la voce; cioè sua, nè pensando ancora; cioè col pensieri: imperò che in due modi arebbono potuto sapere lo suo dubbio; cioè o s’elli l’avesse manifestato co la sua voce, o se elli l’avesse avuto nel pensieri: imperò che di sopra è stato detto che li beati vedeno in Dio, nel quale riluce ogni cosa, li nostri pensieri, D’un altro vero; cioè oltra quelli che sono dichiarati di sopra, andare a la radice; cioè a la verità che va inanti: imperò che l’uno vero polla dall’altro, sì come l’una erba polla 2 in su la radice dell’altra: e così s’anderebbe dall’uno vero nell’altro, infinchè si verrebbe al primo vero, che è Iddio. Diteli; ecco che muove lo dubbio, dicendo: Diteli; cioè voi beati spiriti, che fuste dottori de la santa Teologia al mondo, a lui, cioè a Dante, se la luce; cioè quello splendore e quella chiarezza, onde; cioè per la quale e de la quale, s’infiora; cioè diventa splendida e bella, Vostra sustanzia; cioè la vostra anima, che è sustanzia di quello splendore, rimarrà con voi Eternalmente; cioè perpetualmente dopo lo iudicio, siccom’ella è ora; cioè essa luce, E se rimane; cioè essa luce con voi sempre, dite come, poi Che serete

  1. C. M. muovere dal centro al cerchio e dal cerchio al centro quel che vi è in mezzo. E che
  2. C. M. polla e nasce dalla radice
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