Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/430

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
     418 p a r a d i s o   xiv. [v. 49-66]   

che noi aremo d’intorno. quanto sarà l’ardore della carità che noi aremo nell’anima, L’ardor la visione; cioè seguirà l’ardore de la carità la visione beatifica; cioè quanto noi vedremo d’Iddio, tanto ameremo; e quanto ameremo, tanto risplenderemo, e quella; cioè visione, tanta; cioè sì grande sarà, Quant’à; cioè quanto à, di grazia; cioè da Dio, sopra suo valore; cioè sopra lo suo merito: imperò che ogni beato arà tanto de la visione beatifica da Dio, quanto fia lo suo merito; e tanto più, quanto Iddio ne vorrà dare per sua grazia, lo quale è tanto cortese che ad ogni uno dona sopra merito, sicchè quanta fi’ la visione, tanto sarà l’ardore della carità; e quanto fia l’ardore della carità, tanto fia lo splendore che raggerà d’intorno ai corpi beati. Come la carne gloriosa e santa; cioè de’ beati, Fi’ rivestita; cioè che ciascuno sera risuscitato, la nostra persona; dice lo Spirito Santo che parla, Più grata fi; cioè più graziosa e più piacente, per esser tutta quanta; ecco che assegna la cagione per che fia più piacente, perchè serà la persona perfetta: ogni cosa perfetta più piace che la imperfetta; e per questo seguita che crescerà in loro lo cognoscimento: imperò che, come l’essere fia più perfetto; così lo cognoscere sarà più perfetto. Per che; cioè per la qual cosa, s’accrescerà; cioè in noi beati, ciò che ne dona Di gratuito lume; cioè d’intelletto, che Iddio ci darà di grazia e che a lui ci farà grati e piacenti, il Sommo Bene; cioè Iddio che è sommo bene, et elli è quello che dona lo lume dello intelletto di sua grazia, per lo quale siamo grati a lui; e dichiara che lume sarà quello, per che l’omo non intenda che sia lume a le cose mondane; ma solamente a le divine, e però dice: Lume; cioè sì fatto, ch’a lui veder; cioè che a vedere lui, cioè lo sommo bene, che è Iddio, ne condiziona; cioè noi fa abili e sofficenti.

C. XIV — v. 49-66. In questi sei ternari lo nostro autore finge che quello spirito, ch’elli introdusse a parlare, messe inanti quelle cose che erano necessarie a dichiarare lo dubbio, descendesse a la dichiaragione del dubbio, dicendo così: Onde; ecco che conchiude per quello che è detto di sopra, la vision; cioè per la qual cosa, che è detto di sopra, che crescerà lo lume dello intelletto, la Vision; cioè beatifica, crescer convene; cioè mestieri è che cresca: imperò che quanto cresce lo lume dello ’ntelletto, tanto cresce la visione beatifica, e crescendo la vision convien, Crescer l’ardor; cioè l’amore della carità, che; cioè lo quale ardore, da quella; cioè visione, s’accende: imperò che quanto più si cognosce d’Iddio, tanto più s’ama, Crescer lo raggio; cioè lo splendore conviene ancora, che; cioè lo quale raggio, da esso; cioè ardore, vene: imperò che dall’ardore de la carità nasce lo splendore. Ma siccome. Poi ch’à risposto a la prima parte del dubbio, che fu se lo splendore che li fasciava doveva