Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/431

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durare sempre; e, come è stato dimostrato, elli debbe durare non solamente tale quale è; ma eziandio maggiore por la ragione detta, ora risponde a l’altra parte del dubbio, cioè come potrà essere che tanto fulgore non impacci la cognoscenza de l’uno all’altro, dimostrando per similitudine che non impaccierà, e poi anco per ragione, dicendo prima: Ma siccome carbon; cioè di fuoco, che si genera del legno arso, che; cioè lo quale carbone, fiamma rende; cioè fa fiamma, che è lo splendore del fuoco, E per vivo candor; cioè splendore, che à in sè, quella soverchia; cioè avanza la fiamma, cioè lo suo lucore, Sì; cioè per sì fatto modo, che la sua parvensa; cioè la sua apparenzia, si difende; cioè da lo splendore de la fiamma 1: imperò che, benchè sia ne la fiamma, pur si vede lo splendore del carbone distinto e differente da quello de la fiamma, Così; ecco che adatta la similitudine, dicendo: Così questo fulgor; cioè per sì fatto modo, come è stato detto del carbone e de la fiamma, questo nostro splendore, che; cioè lo quale, già; cioè al presente, ne cerchia; cioè noi fascia e circunda, Fi’ vinto in apparenza; cioè nella vista, da la carne: imperò che si vedrà lo fulgor de la carne 2, Che; cioè la qual carne, tutto di’; cioè ogni giorno: imperò che, come ogni di’ ne nasceno; così ogni di’ ne muoiano, la terra ricoperchia: imperò che quando l’omo morto è, si sotterra; et ogni di’ ne muoiano, sicchè ogni di’ la terra ricuopre la carne umana. Nè potrà tanta luce; cioè sì grande luce non potrà, affaticarne; cioè affaticare noi; ecco che risponde a la parte del dubbio, quando disse di sopra: Esser potrà ch’a veder non vi noi; et assegna la cagione, dicendo. Chè; cioè imperò che, li organi; cioè visuali, del corpo; cioè beatificato, seran forti A tutto ciò; cioè a tutto quello, che potrà dilettarne; cioè che potrà dilettar noi, e non pur li visivi organi; ma anco tutti li altri corporali sentimenti. Tanto mi parver subiti et accorti E l’uno e l’altro coro; cioè del serto d’entro e del serto di fuore, a dicer Amme; ecco a che furno subiti et accorti, cioè a dire Amme, dice lo vulgare; ma la Grammatica dice Amen, che tanto viene a dire e così sia; bene à anco altra significazione; ma in questa parte è affirmativo di quel che detto è di sopra. Che ben mostrar disio; dice l’autore: Sì risposeno se no presto, che ben mostrorno quelli beati spiriti che avessono desiderio, dei corpi morti; cioè di ricongiungersi ai corpi loro che erano allora morti. Forsi non pur per lor; dice l’autore: Forse che non avevano questo desiderio per loro, ma per le mamme; cioè per le madri ànno 3 lo desiderio della resurrezione finale, a ciò che abbiano la sua perfezione e, Per li padri; cioè loro 4,

  1. C. M. fiamma sì che non li tolle la vista; imperò
  2. C. M. carne, benchè sia circondato da questo, Che
  3. C. M. aveano
  4. C. M. loro desideravano la resurrezione finale e