Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/469

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     [v. 139-148] c o m m e n t o 457

quando partoriscono. E ne l’antico vostro Batisteo; cioè nel luogo da battezzare, che anticamente fu in Fiorenza, Insieme fui cristiano: imperò che fui battezzato quine, e Cacciaguida: imperò che, quando fui battezzato, fui nominato Cacciaguida. Moronto fu mio frate et Eliseo; ecco che racconta che ebbe due fratelli, cioè Moronto et Eliseo. Mia donna venne a me; cioè Cacciaguida, di Val di Pado; questa è contrata 1 nel distretto di Fiorenza, unde dice messer Cacciaguida che fu la sua donna, E quinci; cioè di Valdipado, il sopra nome tuo; cioè di te Dante, si feo: imperò che furno chiamati li Àllighieri, prima di Valdipado, poi Àllighieri dal figliuolo di messer Cacciaguida; et è da notare che sopranome si pone qui impropriamente: imperò che si pone per lo cognome, che è come di tutta la schiatta: imperò che sopranome è pure d’uno individuo a differenzia dell’altro.

C. XV — v. 139-148. In questi tre ternari et uno versetto lo nostro autore finge come messer Cacciaguida, continuando lo suo parlare, manifestò la sua morte, djeendo così: Poi; cioè che io Cacciaguida fui atto all’arme, seguitai lo ’mperador Currado; questo Currado per quello, ch’io possa comprendere per le croniche, fu Currado primo che fu nel mille 2 cinquantacinque: imperò che, se nel 1300 l’autore ebbe questa fantasia com’elli finge, et Allighieri figliuolo di messer Cacciaguida era stato cento anni e più nel purgatorio, et ora dica che seguitò lo ’mperadore Currado, commodamente si può intendere di quello che è detto: imperò che ’I primo fu nel 1015 anni, sicchè è verisimile che messer Cacciaguida fusse inanti a quel tempo nato 3, in ciò che fusse da seguitarlo. Et ei; cioè lo ’mperadore Currado, mi cinse de la sua milizia; cioè fece me Cacciaguida cavalieri. Tanto per bene oprar li venni in grado; cioè tanto per le mie buone operazioni venni nella sua grazia. Dietro li andai; cioè io Cacciaguida andai dirieto al detto imperadore Currado, incontra a la nequizia; cioè incontra a la malvagità, Di quella gente; cioè infidele, il cui popul; cioè lo popolo de la qual gente, usurpa; cioè iniustamente tiene, Per colpa dei pastor; cioè per colpa de’ prelati de la santa Chiesa, che non si metteno a commovere li cristiani contra loro, nostra iustizia; cioè luogo, dove fu falla la iustizia del peccato del primo uomo nel secondo uomo, cioè Iesu Cristo. Quivi; cioè tra l’infideli, fu’ io; cioè Cacciaguida, da quella gente turpa; cioè da quella gente sozza e brutta, perchè tutta intende a carnalità, Disviluppato; cioè disciolto e liberato, dal mondo fallace; cioè dal mondo lo quale è igannevile, che mostra essere quel che non è, il cui

  1. Contrata; contrada, cangiato il d in t come in imperatore e imperadore. E.
  2. C. M. nel mxv: imperò
  3. C. M. nato, acciò che fusse