Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/476

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130Da esso ebbe milizia e privilegio,
     Avvegna che col popul si rauni
     Oggi colui che la fascia col fregio.
133Già eran Gualterotti et Importuni
     Et anco seria Borgo più quieto,
     Se di nuovi vicin fusser digiuni.
136La casa, di che parla il vostro fleto1
     Per lo iusto disdegno che v’ à morti,
     E posto fine al vostro viver lieto,
139Era onorata essa e i suoi consorti.2
     O Buondalmonte, quanto mal fuggisti3
     Le nozze sue per li altrui conforti!
142Molti sarebber lieti, che son tristi,
     Se Dio t’avesse conceduto ad Ema
     La prima volta ch’ a città venisti.
145Ma conveniasi a quella pietra scema,
     Che guarda ’l ponte, che Fiorenza fesse
     Vittima in su la sua pace postrema.4
148Con queste genti, e con altre con esse
     Vidd’io Firenze in sì fatto riposo,5
     Che non avea cagion, unde piangesse.
151Con queste genti vidd’io glorioso
     Et iusto ’l popul suo tanto, che ’l giglio6
     Non era in asta mai posto a ritroso,7
154Nè per division fatto vermiglio.


  1. v. 136. C. A. donde nacque il
  2. v. 139. C. A. Era inorata
  3. v. 140. C. A. Buondelmonte.
  4. v. 147. C. A. nella sua
  5. v. 149. C.M. C.A. Fiorenza
  6. v. 152. C. A. E giusto il popol
  7. v. 153. C.A. era ad asta