Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/497

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in quello tempo Tosinghi, Arrigucci, Alli, Sizi; li ghibellini nel eletto sesto furno Barucci, cattani da Castillione e da Certino, Agolanti e Brunelleschi, poi divennono guelfi parte di loro; nel sesto di porta Sampiero furno guelfi Adimari, Visdomini, Donati, Pazzi, la casa de la Bella, Ardinghi, Tedaldi detti quelli de la Vitella; e già li Cerchi cominciavano a sallire, con tutti che fussono mercatanti; li ghibellini furno nel detto sesto Caponsacchi, Elisei, Abbati, Tedaldini, Giochi e Galligari, e molti altri grandi cittadini che poi si mutorno, chi da una parte e chi da un’altra; e però ben dice l’autore, che; cioè lo quale disdegno, v’à morti; cioè à morti voi Fiorentini: imperò che per la parte molti ne sono stati morti, E posto fine al vostro viver lieto: imperò che infine a quello tempo li Fiorentini vissero lietamente, perchè avevano pace e concordia insieme, Era onorata essa; cioè la casa de li Amidei, e i suoi consorti; cioè non solamente la casa in generale; ma anco li suoi consorti in spezialtà. O Buondalmonte; ora finge l’autore che messer Cacciaguida esclami per commiserazione contra messer Buondalmonte, che fu cagione del detto disdegno, quanto mal fuggisti Le nozze sue; cioè lassando la donna, che avei promessa, delli Amidei, per li altrui conforti; cioè per li conforti di quella donna de’ Donati, che li proferse la figliuola! Molti sarebber lieti; cioè de’ cittadini di Fiorenza, che son tristi; cioè li quali sono tristi ora, Se Dio t’avesse conceduto ad Ema La prima volta ch’a città venisti; cioè se Dio, quando tu venisti prima a stare ne la città di Fiorenza: imperò che, benchè lo casato suo fusse già dinanti in Fiorenza, molti n’erano rimasi anco come cattani e gentili uomini nel contado, dei quali fu questo messer Buondalmonte del quale è detto di sopra, che giovanetto venne del contado a stare colli altri suoi consorti in Fiorenza, avesse conceduto te Buondalmonte, ad Ema: Ema è uno fiume in Valdigrieve, nel quale messer Buondalmonte fu per affogare, quando lo passò la prima volta per venire a Fiorenza; e così s’intende: Se Dio avesse te conceduto ad Ema, cioè a quel fiume, cioè che fussi affogato e rimaso dentro, quando da prima venisti ad abitare in città. Ma conveniasi a quella pietra scema; cioè a la pietra, che era in piè del Ponte Vecchio che era scema, perchè n’era stato levato l’imagine di Marte che vi soleva stare suso, Che; cioè la qual pietra, guarda ’l ponte; cioè lo Ponte Vecchio: imperò ch’è in sul capo del Ponte Vecchio, che; cioè lo qual ponte, Fiorenza fesse; cioè divise Fiorenza: imperò che per la morte del detto messer Buondalmonte si divise Fiorenza in due parti, cioè guelfa e ghibellina; la qual morte fu fatta al capo del detto ponte in su la detta pietra: imperò che in su quella li fu levato lo capo per li nimici suoi, come detto fu di sopra; sicchè ben si può dire che ’l Ponte Vecchio dividesse