Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/514

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dicendo: Tu; cioè Danto, proverai; poi che sarai fuora della tua terra, siccome sa di sale; cioè come è amaro, Lo pane altrui; cioè con quanta fatica si mangia lo pane altrui e con quanta amaritudine sta chi sta a le spese altrui, e com’è duro calle; cioè quanta è dura via, Lo scender e salir per l’altrui scale; cioè lo stare, l’abitare e l’andare per casa altrui durissima cosa è: imperò che spesso sente de’rimbrotti che li dispiaceno. E quel, che più ti graverà le spalle; cioè quello, che fia più grave a te Dante, Serà la compagnia; cioè co la quale ti troverai fuora di Fiorenza, cioè li tuoi cittadini, la parte, cioè quella de’bianchi, malvagia; cioè ria, e scempia; cioè e divisa: imperò che in essa saranno mescolati guelfi e ghibellini, che non aranno concordia insieme, Co la qual; cioè compagnia, caderai; cioè tu, Dante, in questa valle; cioè in questa bassezza et in questa avversità, Che; cioè la quale compagnia, tutta ingrata; cioè de la tua virtù, tutta matta; cioè stolta, et empia; cioè ria e non 1 amevile di te, Si farà contra te; cioè contra te Dante: imperò che li usciti di Fiorenza t’inimicheranno, ma poco appresso; cioè ma non indugiando molto, Ella; cioè la compagnia detta di sopra, non tu; cioè Dante, n’avrà rossa la tempia; cioè n’arai 2 vergogna e confusione de le sue male opere. Di sua bestialità; cioè de la compagnia tua, il suo processo; cioè ch’ella farà: imperò che li bianchi, cacciati di Fiorenza, poi più volte feceno guerra a la loro citta; ma Dante mai non volse essere con loro, Farà la prova; cioè della sua stoltia, sicch’a te; cioè che a te Dante, fi’ bello Averti fatto parte 3 per te stesso; cioè bella cosa fu che Dante si partì da loro e non volse con loro essere contra la sua cità 4. Et inanti si partì Dante de la città che la parte sua; cioè li bianchi dei quali elli era, ne fussono cacciati: imperò che non volse stare, siccome diritto cittadino amatore del bene comune, a guastare la città co le sette e co le divisioni; ma erano li suoi impacciati coi bianchi; e però, per fuggire furore, si partì e non s’impacciò poi più dei fatti de la città, vedendo che l’una parte e l’altra guastava la città e guerreggiava insieme per tiranneggiare ciascuna. E qui finisce la prima lezione del canto xvii, et incominciasi la seconda.

Lo primo tuo refugio ec. Questa è la seconda lezione del canto xvii, ne la quale l’autore finge che messer Cacciaguida, poi che gli à detto le suoi 5 avversitadi che li debbono venire, li dicesse li

  1. C. M. amorevole -II nostro Codice ne reca amevile, modificazione del verbale amabile. E.
  2. C. M. arà
  3. Nel Rinnovamento Civile del Gioberti troviamo che Dante, composti e temperati i placiti dei guelfi con quelli de’ ghibellini, e facendosi parte per sè stesso, non appartenne propriamente a veruna delle due fazioni. E.
  4. Cità rinviensi non di rado nelle scritture del secolo xiii e xiv. E.
  5. Suoi, dal singolare soo e soa intramessovi un u; e terminato in i anche nel feminino, come arme, armi; fine, fini ec. E.