Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/531

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cioè nel mondo, prima Che venisser al Ciel; cioè innanzi che morissono, fur; cioè furno, di gran voce; cioè di grande fama, Sì che; cioè per sì fatto modo che, ogni Musa; cioè ogni fizione poetica, che di ciò volesse parlare, ne serebbe opima; cioè ne sarebbe grassa et abbondante. Però mira; cioè tu, Dante, nei corni de la croce; cioè ne le braccia: imperò che quine finge che stiano li beati, che quine si rappresentano; cioè quelli che sono morti per la fede, Quel ch’io nominerò; cioè quello spirito beato, che io nominerò ora a te Dante, lì; cioè in quello luogo del corno, nel quale serà, farà l’atto, Che fa in nube suo foco veloce; cioè come ne la nube li vapori caldi e secchi, che vi sono, s’accendono e discorreno per essa; così faranno li spiriti beati, che sono in quelli corni. Io; cioè Dante, viddi per la croce; che era nel pianeto Marte, un lume tratto; cioè tirato, Dal nomar Iosue; cioè della denominazione, che fece messer Cacciaguida di Iosue, com’ei si feo; cioè altresì tosto come lo nominato si fece, Nè mi fu noto ’l dir prima che l’atto; cioè io viddi altresì tosto lo scorrere del lume, come io uditti lo nominare del nome. Questo Iosue fu quello che succedè a Moise, e fu conducitore del popolo d’Israel in terra di promissione e fece molte battallie quando intrò in quella terra, siccome appare nella Bibbia. E perchè combattette per lo popolo d’Iddio, però finge l’autore che si rappresenti quine. Et al nome dell’alto Maccabeo; questi fu Iuda Maccabeo, che fece molte battallie per lo detto popolo col re Antioco, come appare nella Bibbia nel libro de’ Maccabei, Viddi muoversi; cioè io Dante, un altro; cioè lume di quelli de’ corni de la croce, roteando; cioè partendosi dal luogo suo e fare come uno giro, tornando al luogo suo di prima. E letizia era ferza; cioè movitrice, come la ferza è movitrice del cavallo, del paleo; cioè della circuizione e rotazione, cioè che letizia era cagione, per che si roteavano risplendendo, e questa letizia era in loro del bene ch’aveano fatto, che essendo raccordato, finge l’autore che n’avessono letizia e quella dimostrasseno ne lo scintillare e roteare, perchè li santi ànno allegrezza del bene operare loro e d’altrui. Così per Carlo Magno 1; questi fu re di Francia e poi imperadore dei Romani e combattette per la fede di Cristo, come si legge e cantasi per li cantatori in su le piazze publiche, e per Orlando; chi dice Orlando, e chi Rolando; questi fu uno de’dodici conti

  1. C. M. Magno e per Rolando; Carlo Magno fu re di Francia e poi imperadore de’ Romani e combattette per la fede di Cristo, come si legge di lui ne’ Romanzi de’ Paladini. Rolando; questi fu uno de’ dodici conti di palazzo, però si chiamano per li vulgari Palladini, cioè Pallatini, come dice la Grammatica: chi dice Rolando e chi Orlando; questi fu nipote del detto re Carlo e combattette coll’infedeli della Spagna e morì nella battaglia: e furno li Paladini nelli anni Domini dcclxxv, Du’;