Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/54

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     42 p a r a d i s o   i i. [v. 1-18]   

lunare si meravigliò com’elli, ch’era 1 corporeo, potesse intrare in quel corpo della Luna, et incominciasi quine: Parevami che nube ec.; ne la quarta parte finge, come ammonito da Beatrice che ringraziasse Iddio che l’avea levato già al primo cielo, lo ringraziò devotamente e mosse dubbio a Beatrice che era cagione del turbo che si vede nella Luna, et incominciasi quine: Io rispuosi: Madonna, ec.; nella quinta parte finge come Beatrice sopra lo detto dubio tentò lui, per vedere che oppinione elli avesse, et udita la sua oppinione la dannò, et incominciasi quine: Ma dimmi quel che tu ec. Divisa la lezione, ora è da vedere lo testo colle allegoriche esposizioni e morali dopo la litterale esposizione.

C. II — v. 1-18. In questi sei ternari lo nostro autore finge com’elli, considerata l’altezza della sua materia e lo inalzamento del suo stilo, e considerando che questo suo libro dovea essere letto da vulgari, che tutti li più non sono di quello ingegno che a questa si richiederebbe, e pochi se ne trovano di sì sottile, licenzia li suoi lettori dicendo così: O voi; cioè lettori, che; cioè li quali, siete in piccioletta barca; cioè in poca tenuta 2 d’ingegno; et è ingegno quella virtù dell’anima colla quale lo intelletto fa l’ operazioni e li atti suoi, et impropriamente si dice ingegno quello delle mani; ma dèsi chiamare attitudine: imperò che la grande barca riceve, tiene assai e porta assai; e la piccola riceve, tiene poco e porta poco, et usa qui lo colore che si chiama trasunzione 3 per permutazione quando si fa per similitudine, pigliando la materia per lo mare e lo navilio per la facoltà dell’ingegno, Desiderosi d’ascoltar; cioè desiderosi d’udire lo mio poema, seguiti; cioè seguitati, Dietro al mio legno; cioè drieto alla capacità e tenuta del mio ingegno, quasi dica: O voi, che siete di piccolo ingegno, seguitati drieto la capacità del mio ingegno disiderosi d’udire il mio canto; e però dice, che; cioè lo quale legno, cantando; cioè descrivendo; ma dice cantando, perchè si pone per descrivere, e però le parti principali si chiamano cantiche e li 4 capituli canti, come è stato detto di sopra, varca; cioè passa lo mare 5; la sua materia, che è come mare per la sua altezza e per la sua grandezza: imperò che dessa non si può dire a pieno: chi potrebbe 6 pienamente parlare de li angiuoli di paradiso? Tornate a riveder li vostri liti; cioè tornate a riveder le vostre piagge, cioè tornate a drieto ai termini dei vostri ingegni, cioè tornate a riveder quello che possiate comprendere. Non vi mettete in pelago; cioè in altezza di materia sì fatta, che forse, Perdendo

  1. C. M. era corpo
  2. C. M. capacità
  3. C. M. permutazione quando si fa
  4. C. M. le distinzioni canti,
  5. C. M. mare; cioè la sua
  6. C. M. potrebbe dire a pieno della gloria di paradiso? Tornate