Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/55

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
   [v. 1-18] c o m m e n t o 43

me; cioè lo mio modo del dire, cioè non accorgendovi della mia poesi e de lo intelletto allegorico e morale sotto lo quale io parlo la verità; e dice forse, per parlare corretto, rimarreste; cioè ne la materia, smarriti; cioè dalla verità partiti: ognuno che si parte da la verità si può dire smarrito, in sin che non vi ritorna. Chi non intendesse lo modo, sotto ’l quale l’autore parla, si troverebbe molto errare: imperò che, intendendo secondo la lettera, di necessità cadrebbe in molte false oppinioni le quali tutte cessano, avuto lo suo intelletto; unde ben dice che, Perdendo me, rimarreste smarriti 1: imperocchè non comprenderebbeno dove fusseno, se non vedesseno lo intelletto che l’autore à avuto in questa cantica ultima; et assegna la cagione, per che dicendo: L’acqua ch’io prendo; cioè la materia, la quale io piglio a descrivere al modo poetico, già mai non si corse; d’alcuno poeta: imperò che mai non fu uomo che pigliasse a trattare di sì alta materia, poetando come à fatto lo nostro autore; e dimostra onde li viene l’aiuto, dicendo: Minerva; cioè la dia de la sapienzia, cioè la Sapienzia Divina, che io invocai di sopra, spira; cioè soffia ne le vele che menano lo mio legno, cioè nel mio intelletto e nella mia ragione superiore, che conduceno lo mio ingegno per la materia, cioè mi favoreggia, e conducenti Appollo; cioè guidami lo dio della poesi, E nove Muse; cioè le nove scienzie che servono alla poesi, mi dimostran l’ Orse; cioè le funi colle quali debbo governare la vela, acciò che vada a orsa et a poggia secondo che si conviene alla materia. In questa parte l’autore nostro àe parlato parte sotto transunzione quando si fa per mutazione, iungendo alcuna cosa sotto poesi, e però buono è vedere quello che per questo à inteso. Minerva è la dia della sapienzia, la quale s’ interpetra immortale: imperò che la sapienzia è cosa immortale, e questa è quella che invocò di sopra nel suo principio, et a tutti nostri atti è necessaria e massimamente a la presente materia, come è stato dimostrato di sopra; e però ben dice ch’ella spira nelle sue vele: imperò senza la sapienzia 2 andarebbe lo intelletto e la ragione per la materia. Appollo in questa parte figura lo dio della poesi, o ponsi per la poesi, e però dimostra che la poesi lo guida per questa materia; e le nove Muse sono li nove atti che s’appartegnano al poeta, e le nove operazioni in che si dè esercitare, che sono state dette di sopra nelle due cantiche passate; e però dice che li dimostrano passate l’Orse: imperò che la esercitazione è necessaria 3 al poeta che li insegna a tenere li debiti fini dell’arte e li termini, sì che non s’ inalzi più

  1. Emenda fatta col Magliab. da-imperocchè-a-; et assegna - E.
  2. C. M. la sapienzia male andrebbe
  3. C. M. alla poesi ovvero al