Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/565

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finitte qui, dicendo così: E parran’a ciascun; cioè appariranno e nianifesterannosi 1 a ciascun che vedrà la detta scrittura, l’opere sozze; cioè vituperose e viziose, Del barba; cioè del zio: in lingua lombarda il zio si chiama barba, et intende del zio di don Federigo re di Sicilia, e per questo zio s’intende don Iacomo re di Maiorica e Minorica et Ebuso, e del fratel; cioè del detto Federico, che fu don lacomo, prima re di Maiorica et ancora di Ragona, e fu figliuolo di don Petro infante padre del detto don Federico re cu Sicilia. Siccome appare nel testo, fa menzione di due reami; cioè di Ragona e di Maiorica e Minorica et Ebuso, dei quali, cioè di Maiorica ec., fu re don Iacomo, e di Ragona fu don Petro infante, prima fratello del detto don Iacomo e padre del re Federico di Sicilia, e di don Iacomo che rimase poi re di Ragona dopo la morte del padre, cioè del detto don Petro; ma lo detto don Petro fu figliuolo e don Iacobo secondo di don Iamo 2 figliuolo che fu di don Anfuso 3 conte di Barsillona e di Valenza; et acquistò Ragona, che era de’ Saracini, lo detto Iamo e fu fatto re per la santa Chiesa, e poi acquistò Maiorica e Minorica et Ebuso. Et anco ne fu fatto re, sicchè quando venne a morte, a don Petro infante lasciò Ragona, et a l’altro figliuolo di don Iacomo Maiorica ec. E poi don Petro infante ebbe due figliuoli; cioè don Iacomo, e lui fece re di Maiorica ec., e morto lo suo fratello, don Iacomo e don Federico, et a lui acquistò la Sicilia, sicchè don Federico ebbe zio don Iacobo re di Maiorica e fratello di don Petro suo padre, e don Iacomo ebbe fratello, che dopo la morte del zio don Iacomo fu fatto re di Maiorica ec. E poi dopo la morte di don Petro suo padre, come primogenito fu anco re di Ragona, sicchè l’autore dà ad intendere che ’l zio di don Federico re di Sicilia, che fu chiamato don Iacomo dal nome del padre ch’ebbe nome Iacomo, che fu acquistatore de’ reami, e lo suo fratello di don Federico che anco ebbe nome Iacomo, anco saranno notati per le loro male opere nel detto libro: imperò che amenduni questi Iacomi furono viziosi, sicchè vituperorno amenduni lo suo regno; l’uno lo regno di Maiorica tanto, cioè lo zio; e l’altro, cioè lo nipote, l’uno e l’altro, e l’uno di questi due era zio al re Federico, e l’altro li era fratello, benchè avessono uno medesimo nome; sicchè ben dice l’autore Del barba e del fratel; cioè di don Federico re di Sicilia, detto di sopra, apparranno l’opere sozze ancora nel detto libro, che; cioè li quali

  1. C. M. manifesteranno il di’ del iudicio per lo modo che detto è a ciascuno che leggerà, l’opere
  2. Iamo, dal Iacme provenzale: Iaco, Iacobo, Iacomo, Iacopo, derivati da Iacob. E.
  3. Anfuso, Anfusso, Anfonse, Anfonso per Alfonso a cagione dell’affinità fra l’ i e l’ n; e per eufonia tolta o cangiata in s la seconda n. E.