Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/61

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   [v. 31-45] c o m m e n t o 49

che fusse in fondo: però che ciò che si vede, si vede per mezzo della luce, così lo corpo della Luna ricevette noi, e rimase unita la Luna. E però muove lo dubio: imperò che pare impossibile che uno corpo debbia stare in uno altro, stando sì unito quando lo corpo che contiene è solido: imperò che se fusse corpo vacuo serebbe possibile, ma solido no; et essendo vacuo, non sarebbe unito da tutte le suoi cose 1, dicendo: S’io era corpo; cioè io Dante, che era secondo la lettera; ma non secondo l’allegoria, e qui; cioè in questa nostra vita nella quale era l’autore, quando questo scrisse secondo la sua fizione, non si concepe; cioè nel concetto umano non cape, Come una dimension; cioè una misura, altra patio; cioè sostenne in sè altra misura, cioè come la misura del corpo solido può ricevere in sè altro corpo solido; la quale cosa pare impossibile: imperò che una mela non si metrebbe in un’altra mela, se prima non si cavasse e votasse, e facessesi luogo, Che esser convien; cioè la qual cosa conviene che sia, se corpo in corpo repe; cioè se corpo sottentra in corpo, conviene che la dimensione de l’uno corpo sostengna la dimension de l’altro, che non è possibile; e niente di meno questo fu di fatto come finge l’autore, dunqua fo 2 cosa sopra natura e miraculosa che altramente non potea essere. E questo è secondo la lettera, benchè allegoricamente, come fu ditto, l’entrare fu col pensieri e coll’animo. E perchè questo dubbio muoveno l’infideli sopra lo sacramento 3 eucaristia de la vertate 4, dicenti che è impossibile che lo corpo di Cristo, che à le sue misure, sia nel corpo dell’ostia che à anco le sue misure, ch’elli fu lungo tre braccia e così è ora, come può capere nell’ostia che è così piccola? Et a tutto questo non si può rispondere per ragione, se non che a Dio non è impossibile fare questo miraculosamente: imperò ch’ elli può ogni cosa, ch’elli è onnipotente, e così dunqua miraculosamente Iddio fa quello che è sopra natura; e però usa disgressione, dicendo che questo doverebbe essere a li omi 5 con grande affezione e desiderio al Verbo Divino incarnato: imperò che in lui si vedrà chiaramente ciò che tiene la nostra fede; e però dice: Accender ne dovria più il disio; cioè lo desio di ciascheduno lettore doverebbe più accendersi che mai, Di veder quella essenzia; cioè quella sustanzia divina et umana del Verbo Divino et incarnato, in che; cioè nel quale, si vede Come nostra natura; cioè umana, a Dio; cioè alla divina, s’unio; cioè come lo Verbo Divino prese la nostra umanità. ; cioè nel Verbo

  1. C. M. le sue parti dicendo
  2. Fo; voce del passato indicativo, oggi dismessa; ma non rara negli antichi: perocchè nella prima persona usarono foi per fui. E.
  3. C. M. sacramento dell’Altare, dicenti
  4. Vertate; ventate, come santà per sanità e simili, donde gli antichi sottraevano l’ i. E.
  5. Omi; dal plurale omo, come altrove.
   Par. T. III. 4